31 Maggio 2012

L´esposto bis della famiglia Tredicine “Così danneggiate i nostri camion-bar”

L´esposto bis della famiglia Tredicine “Così danneggiate i nostri camion-bar”

Ventiquattro firmatari, dove spicca il nome di Dino Tredicine, padre del consigliere comunale Giordano Tredicine, insieme a Stefano e Tania Donatella Tredicine. Il resto dell´elenco vede una serie di nominativi che hanno spesso in comune parentele nei cognomi e in larga parte il luogo di nascita nella provincia di Chieti, capitanata da Schiavi d´Abruzzo (terra natale di Dino Tredicine). A questi si aggiunge una sfilza di persone originarie del Bangladesh. Sono i “signori” dei camion-bar che attaccano Diego Della Valle e il piano di restauro da 25 milioni di euro del Colosseo con un ricorso al Tar. Sono loro, infatti, che hanno firmato l´atto “ad adiuvandum” di appoggio al ricorso del Codacons che chiede l´annullamento della sponsorizzazione griffata Tod´s per gli interventi di conservazione dell´Anfiteatro Flavio, discusso nell´udienza del 9 maggio scorso e rimandato nel merito al 20 giugno. E il testo del documento, col timbro postale del 2 maggio 2012, mantenuto finora al livello di indiscrezione, ha il sapore oggi di una sfida diretta al sindaco Alemanno, visto che il 31 marzo scorso, appena un mese prima dalla firma del nuovo ricorso, il primo cittadino aveva tuonato pubblicamente: “E´ necessario che la magistratura non dia retta ai gestori dei minibar ambulanti che minacciano un ricorso contro i lavori di restauro del Colosseo. Ricorsi che vanno rimandati al mittente e Amen”. Il clan Tredicine, alla guida degli ambulanti di piazza del Colosseo e via dei Fori imperiali, sembra ignorare la posizione del sindaco, che nella stessa circostanza, incalzava: “Per l´area del Colosseo esiste un preciso programma di rimessa a posto e se qualcuno vuol fare il provocatore ci spingerà ad essere ancora più duri e incisivi”. In barba a queste parole di fuoco, la lobby-family chiede l´annullamento di tutti gli atti che hanno legittimato la sponsorizzazione, ricalcando non solo tutte le accuse del Codacons, ma sposandone in pieno gli intenti conclusivi: “Voglia il Tar del Lazio annullare la sponsorizzazione, l´avviso pubblico impugnati e gli altri provvedimenti impugnati col ricorso introduttivo e con i motivi aggiunti del Codacons”. Nel dettaglio del ricorso, Tredicine e gli altri si dichiarano “titolari” di autorizzazioni ad esercitare in virtù di delibere risalenti agli anni ´80, le stesse, però, messe in discussione dai vincoli archeologici apposti dal Ministero per i beni culturali. Dichiarano di aver “fondato timore di subire danno grave ed irreparabile in quanto da circa ottant´anni (ossia dal 1934) gli esercizi commerciali, che attualmente fanno capo ad essi, hanno pienamente soddisfatto i visitatori del complesso monumentale sotto lo specifico aspetto della somministrazione e vendita di alimenti e bevande”. Nel ricorso anche un´istanza: la realizzazione di un centro servizi con caffetteria all´esterno al Colosseo, secondo la legge Ronchey, diventa per i Tredicine la “palese violazione del principio di libera concorrenza”.
laura larcan
 
 

 

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this