18 Ottobre 2015

«Leso il diritto di migliaia di cittadini

«Leso il diritto di migliaia di cittadini
il 21 ottobre l’ udienza preliminare. sono 16 le persone che rischiano il processo

LE associazioni che si occupano della tutela dei consumatori si costituiranno parte civile nell’ udienza preliminare che prenderà il via, salvo imprevisti dovuti alla notifica degli avvisi, il prossimo 21 ottobre davanti al gup di Vibo. La vicenda giudiziaria è quella che prende comunemente il nome di “Acqua Sporca” con dotta nel maggio del 2010 dal pm Michele Sirgiovanni e che individuato sedici presunti responsabili nella gestione dei processi di trattazione dell’ acqua proveniente dell’ invaso artificiale dell’ Alaco, sito nel territorio del comune di Brognaturo, che riforniva circa 80 città sparse nel Vibonese, in prevalenze, e nel catanzarese. E così mercoledì prossimo davanti al magistrato si presenteranno i legali rappresentati di Coda cons e Adoc, nelle persone degli avvocati Claudio Cricenti e Paolo Fuduli, che faranno presente al giudice per le udienze preliminari che ad essere toccati dal disservizio che in buona parte dei centri del territorio ancora e più che mai attuale, sono stati proprio i cittadini. A loro si affiancherà a livello nazionale, anche “Articolo 32” (associazione che prende il proprio nome dall’ omonimo articolo della Costituzione italiana, l’ art. 32 secondo il quale “la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’ individuo e interesse della collettività”). Il Codacons vibonese, poi, proprio allo scopo di “serrare e rimpolpare le fila” ha lanciato un’ altra iniziativa. Tra domani e martedì basterà andare sul sito del sodalizio (www.codacons.it) e per aderire all’ azione volta a chiedere certezze sull’ acqua che quotidianamente sgorga dai rubinetti delle abitazioni e dalle fontane pubbliche, per l’ occasione verranno predisposti dei “form” che consentiranno ai consumatori di compilare dei moduli e quindi aderire alla nostra iniziativa. «Si tratta di una decisione adottata con la finalità di far comprendere che il danno peggiore è stato quello arrecato alla gente ha riferito al riguardo l’ avvocato Cricenti – la quale spesso si ritrova estromessa dai procedimenti penali senza la possibiltà di chiedere un risarcimento danni. Associazioni quali il Codacons, Adoc e “Articolo 32” tanto per citarne alcune, operano in tal senso e nel momento in cui, come ci auguriamo, verranno pronunciate delle condanne, potremo assistere giudiziariamente i cittadini che si sono sentiti lesi, nelle loro richieste. Facciamo, dunque appello ai cittadini ed al comune di Vibo Valentia, nonché agli altri del territorio a presenziare fisicamente, anche come pubblico, all’ udienza del 21 ottobre per dimostrare l’ importanza di una sentenza, quando avverrà, che faccia giudiziariamente chiarezza sulla vicenda». Il lavoro investigativo era iniziato da una serie di denunce nelle quali si segnalavano disagi per il colore dell’ acqua che fuoriusciva dai rubinetti. Fenomeno esteso a macchia di leopardo sul territorio che aveva portato l’ Ufficio di procura a sequestrare il serbatoio di località “Tiro a segno”. Un palliativo, però, in quanto i problemi persistevano. E ciò aveva indotto gli inquirenti a rivolgere la loro attenzione a monte: cioè all’ Alaco, facendo riferimento a consulenti esperti in materia (specialisti universitari). Da qui era, così, emerso come ad essere compromesso fosse tutto il sistema idrico. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
gianluca prestia

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