6 Giugno 2006

L`esercito dei truffati

Decine gli imolesi che si sono costituiti parte civile contro Parmalat. Ieri l`udienza preliminare

L`esercito dei truffati



Parmalat, l`esercito dei truffati presenta il conto. Il default del titolo ha devastato i risparmi di tanti piccoli e grandi azionisti e così ieri, nell`auditorium Paganini di Parma adibito ad aula di tribunale, è stato celebrato il rito della costituzione delle parti civili. Sono diventati cioè parti lese nel processo contro Tanzi e gli altri imputati, gli oltre 135mila titolari di obbligazioni Parmalat finite come carta straccia: fra questi ci sono anche decine di imolesi, tutelati principalmente dalle associazioni dei consumatori. Adiconsum, Adusbef, Codacons, Federconsumatori hanno fra i loro iscritti diversi azionisti di questa città, che hanno deciso di costituirsi in giudizio contro l`azienda parmense. Allo stesso tempo c`è stato anche chi, però, è passato direttamente dagli avvocati, senza intermediazioni: gran parte degli studi cittadini ha infatti clienti che hanno perso denaro in azioni Parmalat o in altri crac. L`esercito dei truffati, che ieri è entrato ufficialmente in giudizio contro i 64 imputati accusati di bancarotta fraudolenta, associazione a delinquere, falso in bilancio e false comunicazioni sociali, non era presente davanti al giudice dell`udienza preliminare Domenica Truppa. In aula molti avvocati, pochi azionisti. “Per forza c`è poca gente ? racconta un pensionato 83enne nato a Salsomaggiore ma residente a Medicina, fra i pochi presenti in aula ieri mattina ?. Ci sono soltanto io perché alla gente non interessa ormai più niente. Va al mare e fa bene, perché tanto quei soldi non li vedremo più“. Luigi M. è invece un imolese che ieri si è costituito parte civile e che si sfoga raccontando la sua storia di ordinaria disperazione: “Ho 75 anni e sono distrutto. Avevo investito gran parte dei miei soldi nelle obbligazioni Parmalat e ho perso tutto. In totale sono scomparsi 16mila euro. Ora spero che almeno queste persone indagate finiscano in galera“. L`avvocato Umberto Pirazzoli ha un`ampia gamma di casi sul tema. E traccia una sorta di fenomenologia del truffato Parmalat: “Stiamo aspettando l`esito delle prime cause, che nel nostro territorio sono legate principalmente all`ambito civilistico. Sicuramente sono tante le persone truffate e rimaste molte volte senza soldi“. Pirazzoli sottolinea come “da una parte ci siano, fra i truffati, una notevole quantità di anziani e pensionati. Allo stesso tempo ci sono però anche scommettitori di borsa `abituali`. Il default Parmalt è stato pilotato. Ho perciò anche, fra i clienti, investitori di titoli ad alto rischio, abituati a giocare sul filo del rasoio. Il problema di questa situazione è però che il titolo non era considerato fra quelli ad alto rischio. Da un giorno all`altro il valore delle azioni è sceso a zero“. Fra i risparmiatori arrabbiati c`è chi ha investito, alla fine della carriera lavorativa, il tfr, la cosiddetta liquidazione: “Si tratta di un caso non raro ? chiude Pirazzoli ?. [FIRMA]Si è trattato di un crollo davvero gigantesco e, nella stragrande maggioranza dei casi, i risparmiatori sono stati letteralmente ingannati anche da operatori delle piccole filiali.[FIRMA] Le responsabilità non possono essere solo di poche persone e degli imputati. A breve poi potremo avere le prime sentenze sui casi Parmalat anche legate a Imola“. Questi processi non si celebrano però in via Cavour, ma a Bologna davanti al tribunale in composizione collegiale in quanto si applica il rito del nuovo diritto societario. Così, mentre oggi si torna in aula a Parma, entro i prossimi mesi si avranno le prime decisioni sui risparmiatori imolesi truffati che hanno fatto causa alle banche.

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