4 Settembre 2007

L`esercito dei pendolari si rimette in moto

L`esercito dei pendolari si rimette in moto. Ad accoglierlo da ieri ci sono il ritorno dell`orario ferroviario invernale ma anche un quadro di disservizi e ritardi sempre più cronici. Fine delle vacanze. Si torna a lavoro e, per chi siede ancora tra i banchi, si ricomincia tra professori e libri scolastici. Più di mezzo milione di persone ogni giorno si sposta da casa in treno per raggiungere l`ufficio, la scuola o l`università. Trecentoventimila usano i convogli di Trenitalia, duecentomila viaggiano sulle ferrovie concesse a “Met.Ro.“ ovvero Roma-Lido, Roma-Pantano e Roma-Viterbo. Con la ripresa delle attività lavorative e l`imminente inizio delle lezioni, da ieri sulle linee ferroviarie regionali il numero delle corse giornaliere è passato da 759 a 944. Per tutti i viaggiatori che le utilizzano le medesime preoccupazioni: la puntualità, la frequenza, il comfort. Tre esigenze che non sempre risultano soddisfatte. Appartiene alla Fr2 Roma- Tivoli il record della mancanza di puntualità: un treno su quattro viaggia o parte in ritardo. Gli utenti di quella linea invocano da anni un aumento delle frequenze e la sistemazione della tratta più “critica“ ma sinora non hanno ottenuto granchè. Tra estate e inverno, ad esempio, non c`è differenza sul numero giornaliero di corse che resta di 51. E gli interventi per il raddoppio della linea da Lunghezza fino a Guidonia, dove è prevista la costruzione della nuova stazione a Collefiorito, già oggetto della conferenza dei servizi al ministero delle Infrastrutture nel lontano 15 febbraio 2005, sono rimasti sulla carta. Stessa sorte, la scarsa puntualità, per la Roma-Nettuno. Per un lungo tratto si viaggia su binario unico. E se salta una coincidenza il treno si blocca in attesa dello “scambio“. L`ultima proposta, ancora embrionale, è una sorta di una “navetta su rotaia“, tra Nettuno e Padiglione e da lì far partire ogni mezz`ora dei treni per Roma che farebbero solo le fermate di Aprilia, Campoleone e Pomezia. Sulla Roma-Cesano-Viterbo, che nelle statistiche appare la più puntuale con il 96 per cento degli orari rispettati, entro la fine dell`anno si vedranno i risultati per gli undici convogli affidati a Trenitalia dalla Provincia di Roma. “Produrranno un pacchetto complessivo di 500 mila chilometri in più di percorrenza e si tradurranno in un incremento di corse“ assicura l`assessore provinciale alla Mobilità, Michele Civita. Riguardo alla cronicità dei ritardi, da Trenitalia arriva l`assicurazione che “la situazione è in notevole miglioramento“. Secondo le statistiche dell`azienda ferroviaria regionale, infatti, “il ritardo medio è di 6-7 minuti“. Altro ragionamento è quello legato al comfort. “Già in estate – segnala, ad esempio, il coordinatore del Codacons del litorale, Angelo Bernabei – abbiamo avuto le prove generali dei disservizi sulla Roma-Civitavecchia. Su sei carrozze che componevano i treni, sovente soltanto una aveva l`aria condizionata funzionante, con il risultato che per non soffocare dal caldo, le persone erano costrette a viaggiare ammassate in un solo convoglio. Senza dimenticare, che le porte dei treni talvolta erano guaste e per scendere dalle carrozze i viaggiatori dovevano correre come forsennati“. Il microclima inadeguato d`estate come d`inverno accomuna troppo spesso le linee regionali ma sul punto Trenitalia non concorda. “Si tratta di guasti temporanei“ si ribatte non senza imbarazzo dall`azienda dove, riguardo al sovraffollamento negli orari di punta, si aggiunge anche che “negli ultimi due anni l`offerta in numero di posti nel Lazio ha registrato un aumento dell`8 per cento“. E` attesa alla prova del nove anche la ferrovia Roma-Lido. La linea più affollata del Lazio, con circa 105 mila passeggeri al giorno di media, è al centro di un piano di ammodernamento da centotrenta milioni di euro ma i treni immessi in servizio sinora, ovvero sei “Frecce del Mare“ e due Caf spagnoli, hanno avuto qualche guasto di troppo. “Stiamo avviando una raccolta di firme per bloccare il piano di rigenerazione delle “Frecce del mare“, carrozze vecchie di oltre venti anni che presentano limiti tecnici e di accessibilità ben noti“ contesta Andrea Angeletti, presidente del comitato di pendolari “Il trenino“. “Vorremmo che i fondi destinati a quell`operazione siano spesi per l`acquisto dei treni Caf“. “I treni Caf costano ognuno 8,8 milioni di euro e l`acquisto di altri 17 convogli, che aggiunti ai 6 dell`attuale fornitura consentirebbero, tra esercizio e riserva, il raggiungimento della frequenza ogni 5 minuti nell`ora di punta, comporterebbe un impegno di spesa di circa 150 milioni di euro. Cifra che non mi risulta essere nella disponibilità, né immediata né a breve termine, della Regione Lazio, proprietaria della linea in questione“ ribatte il presidente di “Metro“, Stefano Bianchi. “Resta il fatto – contesta Angeletti che dovremo passare anche il prossimo inverno con il dislivello di trenta centimetri tra “Freccia del Mare“ e banchina oltre che con le difettose chiusure delle porte dei treni“. Intanto da ieri è stato aperto anche a Lido Centro il cantiere per l`istallazione dei tornelli elettronici per contrastare la diffusa presenza dei “furbi“ che evadono il pagamento del biglietto. Entro il 16 ottobre tutte le stazioni della linea saranno attrezzate per la lettura del tagliando elettronico.

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