L`esecutivo Ue sott`accusa per quel mais transgenico
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fonte:
- La Gazzetta del Mezzogiorno
BRUXELLES Bruxelles non intende cambiare rotta – almeno per il momento – sulla procedura per il via libera in Europa al mais transgenico della Monsanto «Mon 863» contro il quale – già a livello tecnico – si è sempre pronunciata l`Italia. «Non ci sono elementi nuovi tali da rimettere in discussione la decisione della Commissione europea di portare avanti la procedura di autorizzazione sul Mon 863» – ha detto ai cronisti Philip Tod, portavoce del commissario europeo alla salute Markos Kyprianou – precisando che «a giugno Bruxelles presenterà una proposta in tal senso al Consiglio dei ministri dell`Ue, che avrà tre mesi per decidere». Giovedì scorso infatti, il Comitato Ue per la regolamentazione degli Ogm non è riuscito a riunire né una posizione a favore, né una contraria sull`importazione nella Ue del nuovo mais transgenico. Ieri in Gran Bretagna sono stati diffusi i risultati di una ricerca che sollevano interrogativi sui potenziali rischi di questo tipo di mais per la salute umana. I rappresentanti dei 25 stati membri a livello tecnico si sono divisi giovedì sulla proposta di autorizzare il mais Mon 863. L`Italia ha votato contro insieme a Grecia, Portogallo, Austria, Lituania, Lettonia, Lussemburgo e Malta. Altri dieci paesi hanno invece votato a favore, ossia Belgio, Repubblica Ceca, Germania, Francia, Irlanda, Olanda, Polonia, Finlandia, Svezia e Regno Unito. Si sono astenuti Spagna, Danimarca, Estonia, Ungheria, Slovenia e Slovacchia. «L`assenso della maggioranza dei paesi già così non c`è stata – ha commentato Alemanno – e, dopo la pubblicazione di questo rapporto, immagino che tutti quanti saranno concordi nel respingere la commercializzazione di questo mais della Monsanto». Bruxelles però al momento non dà segni di cedimento. «È un vecchio studio quello pubblicato dai giornali», dice un portavoce della Commissione. Quanto all`analisi del rischio a livello europeo – ha indicato – «è responsabilità dell`Agenzia alimentare dell`Ue». L`Efsa ha immediatamente replicato che erano «sufficienti i dati e le informazioni forniti della società Monsanto». Ma ora sono soprattutto i consumatori (il Codacons ha presentato un esposto alla Procura di Roma) a puntare il dito contro l`Agenzia europea per la sicurezza alimentare, accusata di aver occultato il rapporto di Monsanto sugli effetti negativi sui topi del mais transgenico Mon 863. Una situazione resa ancor più pesante dalle dichiarazioni del nutrizionista e componente dell`Efsa Giorgio Calabrese che, in una intervista alla Stampa, ha reso noto che quel rapporto era noto all` Authority e che i risultati divisero gli scienziati poichè, per alcuni, la ricerca non dava le sicurezze necessarie, sul piano dei rischi per la salute, per il via libero definitivo.
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