8 Settembre 2021

L’errore, poi lo stop: “Annulliamo”. Cosa succede al test di medicina

Tre, quattro o forse sei domande sulle 60 complessive si sono rivelate errate e i test di medicina finiscono (ancora una volta) nel polverone: i quesiti incriminati sono tutt’ora sotto osservazione ma ormai la frittata è fatta, quelle domande saranno annullate e non faranno punteggio.
L’irritazione del ministro

Quello dei test di medicina sembra una maledizione che si ripete con una frequenza quasi annuale: sembra incredibile che domande studiate a tavolino dal ministero possano contenere vizi di forma ma tant’è. A questo punto, la graduatoria finisce nel caos e c’è già chi promette ricorsi. “Devo riuscire a fare le graduatorie tenendo conto degli errori, annullando le domande sbagliate o comunque quelle che sono sotto verifica”, ha detto questa mattina il ministro dell’Università Maria Cristina Messa nel corso della trasmissione The Breakfast Club su Radio Capital, assicurando di risolvere personalmente il problema delle domande sbagliate ai 70 mila candidati per gli oltre 14 mila posti di Medicina e più di mille per Odontoiatria.
Le domande incriminate

Tutto era partito dalle contestazioni iniziate qualche giorno dopo i test, con le prime voci su Facebook e le prime perplessità lanciate da alcuni studenti siciliani: poi sono arrivati i giornali locali che in Sicilia hanno messo nero su bianco i presunti strafalcioni inseriti nella prova con il supporto di esperti in pareri legali. Il Codacons ha aggiunto il carico da novanta annunciando un ricorso al Tar del Lazio per irregolarità e violazioni delle disposizioni. Come se non bastasse, è arrivata pure un’interrogazione parlamentare presentata dal deputato M5S Manuel Tuzi, che ha chiesto al ministro di “far luce” su quanto accaduto. “Gli studenti vedrebbero alterato il punteggio finale: e sappiamo che a volte si entra per pochi centesimi di punto. La presenza di domande errate influirebbe sulla graduatoria e sulla possibilità o meno di accedere al corso di laurea, o all’università inserita come prima scelta”, spiega Tuzi al Corriere della Sera.

Come anticipato, il ministro ha promesso di far chiarezza per capire come sia potuto succedere che in un test così importante ci fossero svarioni del genere che hanno causato l’annullamento dele domande con una promessa per il futuro. “E poi vorrei incontrarmi con le commissioni che preparano i test per riuscire a dare qualche cosa di un pochino meno debole per il prossimo anno”, ha aggiunto il ministro.
“Test inattendibili”

“Non bisogna però fossilizzarsi sugli episodi quando è ormai palese che è questo sistema basato su test inattendibili a non essere adeguato. Fratelli d’Italia ritiene che il test d’ingresso, così come è configurato, vada abolito e che la selezione debba essere fatta invece sulla base dei risultati del primo anno, risultati che in questo modo sarebbero fondati sul merito e non sulla sorte come avviene ora”, hanno dichiarato i deputati di Fratelli d’Italia, Paola Frassinetti vicepresidente della commissione Cultura e responsabile FdI dell’Università, e Marcello Gemmato, responsabile del dipartimento di Sanità. Insomma, anche la politica si schiera dalla parte degli studenti: servirà per non ripetere gli stessi errori ai test del prossimo anno? Speriamo…

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