27 Luglio 2005

L`equivoco: sconsigliato Sharm ma non l`intero Egitto

Le associazioni dei consumatori in campo per garantire rimborsi o bonus a chi non vuol più partire

L`equivoco: sconsigliato Sharm ma non l`intero Egitto




Viaggi e vacanze a Sharm el Sheikh, piovono rinunce e disdette alle agenzie di viaggi e ai tour operator che nei mesi scorsi avevano fatto affari d`oro con questa meta egiziana da sempre gettonatissima dai turisti italiani. Il caso di Como è esemplare: nel giro di un paio di giorni le sezioni provinciali delle maggiori associazioni in difesa dei consumatori hanno ricevuto almeno duecento telefonate: turisti che chiedono cosa fare, se è opportuno partire e come ottenere l`eventuale rimborso. Le domande sono quasi sempre le stesse, come d`altro canto le preoccupazioni: ora Sharm è una meta sicura? Conviene partire lo stesso oppure abbandonare definitivamente l`idea dell`Egitto? La tendenza ? per il momento ? sembra chiara: ora la gente non si fida più, vuole cambiare meta oppure ottenere il rimborso di quanto già pagato. E qui però iniziano i problemi, visto che non sempre i tour operator sono pronti ad accogliere tutte le richieste dell`utenza. Da qui decine di segnalazioni: «In questi giorni ? spiega Giuseppe Doria dell`Adoc di Como ? siamo stati letteralmente invasi da telefonate di gente spaventata, che chiedeva a noi cosa fare e come comportarsi, soprattutto nei confronti delle agenzie di viaggio». Le associazioni dei consumatori concordano tutte su un fatto: il turista non c`entra nulla con le bombe di Sharm, e quindi se decide di rinunciare al viaggio già prenotato non deve perderci nulla. «Le soluzioni sono varie ? dice ancora Doria -: il viaggio può essere sostituito con un`altra meta, oppure si può differire la data di partenza a tempi migliori. Ma una cosa deve essere chiara: se una persona decide di non partire più perché non si sente sicura, l`agenzia o il tour operator devono rimborsare tutti i soldi senza far pagare al consumatore alcun tipo di penale. Il contratto può essere sciolto insomma senza far gravare alcunché sul turista». Tutto sembra semplice e chiaro, ma in realtà i problemi e le interpretazioni non mancano: «Il rimborso può essere richiesto – spiega Lorenzo Trombetta dell`Adiconsum ? poiché la Farnesina ha sconsigliato di andare a Sharm. Ma questa raccomandazione ? che consente l`annullamento del contratto ? sembra valere solo per il mese di luglio. Qualche segnalazione è proprio in questo senso: se il viaggio è programmato per agosto, l`agenzia costringe il turista a partire in ogni caso, pena la perdita dell`anticipo versato. Il problema è che il Ministero degli Esteri non si è ancora espresso per i prossimi mesi». Una seconda, spinosa questione riguarda poi le altre località turistiche dell`Egitto: su queste la Farnesina non si è espressa, quindi devono essere considerate sicure: «Eppure ? spiega Mauro Antonelli del Codacons ? è legittimo che un turista voglia non solo cambiare città, ma anche stato. Invece questo non è possibile perché oltre a Sharm nessun altro posto è stato identificato come sconsigliato. E proprio su questo punto è nata una querelle tra la nostra associazione e il Ministero degli Esteri: basti pensare che gli Usa hanno sconsigliato l`intero Egitto».

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