19 Dicembre 2010

L’emergenza neve sembra lentamente rientrare.

 L’emergenza neve sembra lentamente rientrare. Ora scatta l’allarme ghiaccio e la conta delle vittime del maltempo sale. Ieri è stato trovato dalla polizia un clochard, 47 anni, morto per il freddo nel parcheggio di un supermarket a Milano. Un giovane di 25 anni è morto nel mantovano dopo esser rimasto incastrato nell’auto che era sbandata sull’asfalto ghiacciato e ad Arezzo un anziano è stato colto da infarto mentre spalava la neve. E nessuno sembra voler mettere una pietra sopra all’inferno bianco che è stato quel maledetto venerdì 17. La trappola dell’A1, una coda lunga 38 km, ha costretto auto e tir a trascorrere la notte al gelo, tra Firenze e Arezzo. Intere famiglie sono rimaste prigioniere dalle 15 di venerdì e per più di 24 ore. Intrappolato anche il vice presidente del Senato, Vannino Chiti, che partito da Roma alle 15.30, è rimasto bloccato dalla mezzanotte alle 11.30 di ieri nei pressi dell’uscita Valdarno. «Gestione irresponsabile – tuona Chiti – I responsabili devono essere chiamati a risponderne». Nel frattempo il ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli, ha convocato per domani Anas, Fs, Autostrade e Protezione civile, non solo per fare il punto della situazione ma anche per capire ragioni e origini dei disagi. «Arrivando a Firenze – ha raccontato il ministro – sono rimasto sorpreso perchè le autostrade erano abbastanza libere, sono entrato a Firenze e ho trovato che le strade non erano pulite e che c’era difficoltà ad attraversare la città. Il nostro è un Paese un pò particolare: tutto questo, ossia le nevicate, è accaduto anche in Francia e in Germania, anche più spesso: è giusto che io capisca cosa è successo da noi. E se è stato fatto tutto il possibile per alleviare i disagi e per far sì che non accada più». Dietro l’inferno di neve, la polemica. Il capo della Protezione civile Franco Gabrielli accusa il «sistematico disinteresse degli italiani che si sono messi in auto senza attrezzature adeguate». Ma denunciano gli automobilisti bloccati tra Firenze Sud e Scandicci dal primo pomeriggio di venerdì: «Abbiamo imboccato l’autostrada perché il pannello segnalava code a tratti». Anche gli autotrasportatori declinano ogni responsabilità. «È la solita polemica – spiega Giovanni Moltali, sindacalista degli autotrasportatori (Fita-Cna) – tutti gli anni Autostrade invece di garantire la circolazione scarica la responsabilità sugli operatori che fanno solo il loro lavoro». Il governatore della Toscana Rossi ha annunciato una class action con le segnalazioni dei cittadini e il rimborso dei danni e denunce contro «chi non ha fatto il suo dovere: Mauro Moretti di Fs, Pietro Ciucci di Anas e i Benetton di Società Autostrade per l’Italia». Anche il Codacons, invita automobilisti e passeggeri delle ferrovie ad aderire alla class action. L’Ispettorato della vigilanza sulle concessioni autostradali dell’Anas ha disposto una verifica ispettiva su alcune tratte dell’A1, dell’A12 Livorno-Rosignano e dell’A24 Roma-L’Aquila per «verificare l’operato delle società concessionarie nella gestione delle emergenze e individuare eventuali responsabilità». Raffaele Ranucci (Pd), vicepresidente della commissione Trasporti del Senato, chiede al governo di rispondere «in Parlamento dell’incapacità di gestire le emergenze causate dal maltempo». Ieri mentre si lavorava per sbloccare l’A1, una nuova emergenza ha interessato un’altra arteria fondamentale per la viabilità toscana: sulla superstrada Firenze-Siena, decine di chilometri di fila tra Bargino e Firenze. Problemi anche sulla superstrada Firenze-Pisa-Livorno, chiusa nel tratto pisano e tra Empoli Ovest e Lavoria per ghiaccio. E anche i treni hanno fatto tilt. L’intercity Salerno-Torino partito venerdì mattina è arrivato poco dopo le 6 alla stazione di Porta Nuova, con oltre 13 ore di ritardo. Disagi e treni in ritardo anche sulla linea Torino-Genova come su quella Roma-Sulmona mentre i tecnici delle Fs hanno lavorato su molte tratte – come nella stazione di Firenze – durante la notte per riportare la situazione alla normalità. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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