15 Marzo 2019

Legionella, controlli a tappeto

la delibera del comprensorio. disposta l’ analisi dell’ acqua nelle strutture dell’ ente a laives, egna, cortaccia, salorno e villa saranno interessate le case di riposo ma anche centri diurni e laboratori protetti. l’ incarico è già stato assegnato alla sea di trento
L’ ultimo caso in ordine di tempo è quello dello scorso settembre a Merano quando ad essere colpita fu una turista germanica. La causa scatenante probabilmente è da ricercare nell’ abitazione di proprietà dove la donna trascorreva periodi di vacanza. La casa era rimasta disabitata a lungo. La legionella trova terreno fertile nelle tubature inutilizzate e con temperature fra il 25 e 55 gradi. Condizioni che potrebbero essersi verificate. Il batterio si trasmette per inalazione, ossia respirando goccioline di aerosol contenente vapore infetto: per esempio, facendo la doccia. massimiliano bonaegna. I controlli a tappeto sul rischio legionella non riguarderanno solamente le strutture ricettive e termali della province di Trento e Bolzano ma anche case di riposo, centri diurni e laboratori protetti che hanno deciso di attivarsi sulla base delle indicazioni arrivate dal ministro della Salute Giulia Grillo.Il primo comprensorio altoatesino a muoversi è stato quello della Bassa Atesina e dell’ Oltradige che finora aveva eseguito dei controlli a campione. La scelta è caduta su una ditta specializzata di Trento, la Sea Consulenze e Servizi, che dovrà farsi carico di una serie di verifiche su tutto il territorio, da Laives a Salorno, ma anche ad Egna, Cortaccia e Caldaro. «I controlli – sottolinea il presidente del Comprensorio Edmund Lanziner – riguardano tutte le cosiddette strutture chiuse e le verifiche, su indicazione del Ministero della Salute, d’ ora in poi saranno sicuramente più approfondite».Il servizio richiesto.«È previsto un sopralluogo nelle strutture interessate con prelievo di campioni di acqua destinata all’ uso umano e delle acque stagnanti che possono creare aerosol (es. umidificatori, climatizzatori, eccetera) per un totale di 12 uscite l’ anno». Prevista un’ analisi microbiologica dei campioni d’ acqua per la ricerca della legionella (“legionella pneumophila”) con la stesura di un rapporto prova, la redazione e la stesura di un rapporto finale delle analisi con indicazione delle procedure per la prevenzione e/o l’ implementazione di contromisure per un totale di circa 160 analisi per anno. Il Comprensorio sarà dotato anche di una sorta di vademecum per gestire le vari e strutture in modo ottimale, al di là dei controlli. «È compresa la stesura del manuale di autocontrollo per la legionellosi (il “Piano di autocontrollo” ndr) per le strutture che ancora non ne sono in possesso (tre manuali)». Richiesta anche l’ attualizzazione e la revisione – secondo le necessità delle varie strutture – dei manuali di autocontrollo (circa 16 revisioni). Sono state cinque le ditte che hanno manifestato interesse per il servizio in questione: Bioh Filtrazione S.r.l., Centro di analisi chimiche S.r.l., Legioinstitute S.r.l., SEA Consulenze e Servizi S.r.l. e Studio professionale associato Chemilab – Dr. Ansaloni e C.L’ impegno di spesa è di circa 35 mila euro e l’ aggiudicatario è tenuto all’ esecuzione del servizio secondo le modalità stabilite nell’ indagine di mercato fino al 31 dicembre 2022 (4 anni).I controlli negli alberghi. Il ministro della salute Giulia Grillo aveva accolto invece la diffida presentata dal Codacons disponendo l’ invio dei Nas nelle strutture ricettive e termali della province di Trento e Bolzano. In una nota inviata agli assessorati alla sanità delle due Province autonome di Trento e Bolzano e al gruppo dei carabinieri dei Nas, il ministro Grillo «chiede di verificare con ogni consentita sollecitudine il rispetto da parte delle strutture turistico-ricettive e termali presenti sul territorio di competenza delle ‘Linee guida per la prevenzione e in controllo della legionellosi’». «La vicenda – ricorda il Codacons – nasce da una istanza presentata a seguito della recente denuncia dei Nas di Trento alla Procura della Repubblica contro otto albergatori di alcune strutture turistiche trentine, per la mancata predisposizione del piano di valutazione del rischio legionellosi, reso obbligatorio a seguito della Conferenza Stato-regioni del 7 maggio 2015».I batteri. La legionella è un genere di batterio di cui sono state identificate più di 50 specie, suddivise in 71 sierotipi. Quella più pericolosa, a cui sono stati collegati il 90% dei casi di legionellosi, è L. pneumophila. La legionella deve il nome all’ epidemia acuta che nell’ estate 1976 colpì un gruppo di veterani della American Legion riuniti in un albergo di Philadelphia causando ben 34 morti su 221 contagiati. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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