21 Febbraio 2019

Legionella, Codacons pronto ad andare in procura

l’ associazione decisa a sporgere denuncia: “cagionata epidemia, aziende ed enti non fecero nulla”
cons si dice pronto a presentare un esposto in procura in relazione all’ epidemia di polmonite e ai casi di legionella che si sono verificati tra Bassa Bresciana e Alto Mantovano nel periodo compreso tra la fine dell’ estate e l’ autunno dello scorso anno. Come si legge in un comunicato diffuso dalla stessa associazione, “Secondo le ricostruzioni, a determinare le condizioni per il contagio concorsero le temperature estive, la secca del Chiese che divenne un brodo di batteri – e le aziende che continuarono ad utilizzare l’ acqua contagiata del fiume per il raffreddamento degli impianti – diffondendo così nell’ aria i batteri. Evidentemente le istituzioni e le aziende hanno soprassieduto colpevolmente davanti ad una manifesta situazione di rischio di epidemia. Il calore estivo, la secca del corso d’ acqua e il ri schio di batteri erano fatti notori, colpevolmente ignorati. In ragione di ciò – conclude la nota – il Codacons depositerà presso la Procura della Repubblica atto di denuncia/querela per il reato di cagionata epidemia”. Nel frattempo, come noto, più persone ed enti si stanno muovendo per fare chiarezza su quanto accaduto e sul perché. Dall’ Istituto superiore di sanità, che sta svolgendo studi e accertamenti, al consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Andrea Fiaconaro che chiede interventi proprio per il Chiese, passando ad esempio per il podista e ambientalista Carmine Piccolo che sta lavorando alla sensibilizzazione di sindaci e enti tra Bassa Bresciana e Alto Mantovano.

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