5 Marzo 2019

Legionella, 30 giorni per i controlli Il ministro scrive agli assessori Segnana: tanti hotel, impossibile

TRENTO I controlli dei carabinieri del Nas (Nucleo anti sofisticazione) ci sono sempre, ma ora un nuovo input arriva direttamente dal ministero. Non tanto ai militari dell’ Arma quanto agli assessorati di competenza che dovranno attivare una serie di controlli nelle strutture turistico-ricettive e termali delle province di Trento e Bolzano. E il ministro della salute Giulia Grillo detta anche i tempi: trenta giorni. Davvero pochi se si considera il numero di strutture ricettive del Trentino e dell’ Alto Adige. Solo in provincia di Trento ci sono nove terme, poi decine di alberghi, B&B, strutture ricettive di diverso tipo. «Sono tantissime, è impossibile controllarle tutte in un mese» commenta l’ assessore Stefania Segnana. L’ Azienda sanitaria si è già attivata, solitamente interviene su segnalazione, ma ora il ministro chiede un controllo a tappeto. Un’ impresa titanica, fanno sapere dall’ assessorato, tanto più che le modalità sollevano non poche perplessità. L’ assessorato e l’ Azienda sanitaria dovrebbero infatti andare a bussare in alberghi, residence e B&B, quindi strutture private, e chiedere tutta la documentazione relativa agli impianti e ai controlli fatti per verificare il rispetto della normativa. Il ministro della salute Giulia Grillo si è mossa dopo i casi di legionella della scorsa estate ad Andalo e Molveno (dove sono morti tre anziani e si sono ammalati altri 19 ospiti) che hanno portato alla denuncia per omicidio colposo e violazione della normativa sulla sicurezza sul lavoro di otto persone, responsabili di tre strutture ricettive. Il ministro ha accolto la diffida presentata dal Codacons di Trento e ha scritto una lettera indirizzata a tutti gli assessorati d’ Italia e ai carabinieri del Nas. Nella nota, arrivata sul tavolo dell’ assessore Segnana e del collega altoatesino Thomas Widmann venerdì, il ministro chiede di «verificare con ogni consentita sollecitudine il rispetto da parte delle strutture turistico-ricettive e termali presenti sul territorio di competenza delle “Linee guida per la prevenzione e il controllo della legionellosi”». Nel caso in cui i controlli dovessero evidenziare ipotesi di reato verranno allertati i carabinieri del Nas. I controlli sulle terme vengono fatti costantemente, non ci saranno problemi quindi, ma per le strutture ricettive è tutto decisamente più complicato. «Siamo consapevoli di quello che è avvenuto la scorsa estate ad Andalo e l’ Azienda sanitaria si è subito attivata – spiega ancora Segnana – ci siamo mossi con tempestività e lo faremo anche questa volta, ma è oggettivamente impossibile pensare di controllare tutti». Il Dipartimento alla salute della Provincia di Trento in concerto con l’ Azienda sanitaria in queste ore sta valutando come procedere. La normativa nazionale per la sorveglianza della legionella non prevede infatti controlli preventivi ma solo su segnalazione di casi specifici. E così è sempre stato fatto. Ora il ministro, sollecitato dal Codacons, chiede di più. «L’ istanza del Codacons – spiega l’ associazione consumatori in una nota – nasce in seguito alla denuncia da parte del Nas degli otto albergatori per la mancata predisposizione del piano di valutazione del rischio legionellosi reso obbligatorio in seguito alla Conferenza Stato-regioni del 7 maggio 2015. Gli assessorati – aggiunge il Codacons – avranno cura di inviare i carabinieri del Nas una relazione sull’ esito degli accertamenti». Se si dovessero riscontrare ipotesi di reato saranno i carabinieri del Nas, ai quali è arrivata la nota del ministro per conoscenza, a procedere.
dafne roat

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