13 Luglio 2005

«Legge taglia-prezzi? Che bolla di sapone»

FARMACI. Scoppia la polemica contro Storace

«Legge taglia-prezzi? Che bolla di sapone»



Roma. Si prevedono tempi brevi per il voto del decreto legge sui farmaci, che dovrebbe andare in Aula alla Camera entro la prossima settimana. Il decreto, esaminato ieri in Commissione, è passato, in sostanza nella versione in cui era stato già approvato al Senato, ovvero senza modifiche.
Ma sul decreto «taglia-prezz» dei farmaci ieri si è accesa la polemica. Cittadinanzattiva denuncia che sino ad oggi il decreto voluto dal ministro Storace è stato quasi completamente ignorato dalle farmacie italiane. In media, secondo Cittadinanzattiva, solo il 10 per cento delle farmacie effettua infatti gli sconti, ma la riduzione del 20 per cento prevista dal dl voluto dal ministro è in pratica rimasta lettera morta. Insomma, gli sconti nelle farmacie restano ancora un miraggio nella gran parte del Paese. Sulla questione, Cittadinanzattiva la prossima settimana renderà noti i risultati di un?indagine dell?Osservatorio prezzi e tariffe.
Tra le farmacie che hanno dato attuazione al provvedimento, sottolinea l?associazione, oltre la metà effettua sconti inferiori al 4 per cento del prezzo e una grande maggioranza si limita a far calare i prezzi dei farmaci dell?1 per cento.
«Il provvedimento sui farmaci di Storace è stato finora pressochè ignorato – ha dichiarato Teresa Petrangolini, segretario generale di Cittadinanzattiva – e i primi giorni di applicazione del decreto non hanno portato grandi cambiamenti per le tasche dei cittadini: tutto è lasciato alla buona volontà delle farmacie che, solo in pochi casi, e per un numero ristretto di farmaci, hanno finora praticato degli sconti». Si è trattato, ha inoltre denunciato Petrangolini, di «ritocchi minimi, quasi irrilevanti, mentre la riduzione del 20 per cento è stata quasi totalmente ignorata». Il dato emerge dall?indagine in circa 200 farmacie del Paese.
Il decreto, ha però sottolineato il segretario generale, «è entrato in vigore da poco più di un mese e qualcosa può ancora cambiare». Ma occorrerebbero, secondo l?associazione, almeno due elementi: «Che le farmacie che effettuano sconti significativi applichino sulle vetrine esterne adesivi per informare i cittadini sui farmaci scontati; che i cittadini svolgano un ruolo attivo, chiedendo al loro farmacista di applicare gli sconti».
Secondo la Cgil, il decreto porterà un risparmio irrisorio nelle tasche dei cittadini, pari cioé a 19 euro all?anno. Lo ha ribadito il responsabile nazionale Cgil per le politiche della salute Roberto Polillo, secondo il quale ai cittadini si raccontano in proposito solo «favolette».
Critiche al decreto anche dai Ds. Grazia Labate, capogruppo Ds in commissione Affari sociali della Camera, sostiene: il governo è «sordo alle proposte dell?opposizione» e il nuovo decreto sui farmaci «si tradurrà in una bolla di sapone» con «nessuna certezza sugli sconti».
«Tutti gli emendamenti dell?Unione rivolti a dare certezza ai cittadini sugli sconti e ad andare a monte del problema del prezzo dei farmaci – ha affermato Labate – sono stati respinti dalla maggioranza e dal governo. La verità è che è un decreto irresponsabile, che costringe i cittadini – ha proseguito – a girare tutti i quartieri e di città in città per trovare farmaci di fascia C scontati».
«Abbiamo offerto al governo tutte le strade per un decreto finalmente dalla parte dei cittadini. Purtroppo, però, il provvedimento è stato blindato. La nostra battaglia – ha concluso l?esponente dei Ds – continuerà in Aula».
Pronta la replica di Fi. «Vorrei ricordare al capogruppo dei Ds in commissione che le bolle di sapone servono a ripulire l?ambiente – ha dichiarato Piergiorgio Massidda, capogruppo Forza Italia in Commissione – il nuovo decreto sui farmaci contribuira a rendere piu trasparente la situazione avvantaggiando sia i cittadini che i farmacisti seri».
Per finire, il Codacons ha chiesto all?Authority l?intervento della Guardia di finanza sul caso delle farmacie italiane che lunedì, attraverso Federfarma, sono tornate a criticare gli sconti sui medicinali e sul fatto che i prezzi di tali medicinali potrebbero aumentare di molto dal 2007. Un?uscita, quella della Federfarma, che il ministro Storace aveva bollato come «una mascalzonata».

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