Legge sulla caccia Critiche dai sindaci
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fonte:
- Il Gazzettino
Il Comitato ristretto presieduto da Igor Dolenc (Ds) istituito all`interno della IV Commissione ha avviato la prima tornata di audizioni legati ai due progetti di legge – da parte della Giunta e del leghista Fulvio Follegot – in materia di attività venatoria. Ieri è stata la volta delle associazioni agricole (Coldiretti, Confalgricoltura, Confalgricoltori, Kmecka zveza) la Provincia di Udine, l`Anci, l`associazione ornitologica friulana sagre e fiere venatorie, Lipu, Wwf, Codacons, Enpa ed Endas. Nell`arco della giornata di oggi si completerà il quadro della audizioni con le relazioni dei presidenti dei Distretti venatori e le associazioni venatorie, alla luce anche delle prime indicazioni emerse: “Che indicano soprattutto la necessità di approfondire molti aspetti – ha annunciato il consigliere Alessandro Metz dei Verdi“.Due i punti sostanziali, secondo Metz, su cui va rimodellato l`intero dibattito sulla legge sulla caccia: “Partendo intanto dall`impianto – ha precisato l`esponente dei Verdi – non è certo una legge che si basa sulla tutela della biodiversità, quanto esclusivamente sulla caccia. Si prendono cioè in esame la trentina di specie della regione, su 530 vertebrati, che possono essere cacciati; degli altri però non ci si preoccupa. Poi emerge il problema del controllo e vigilanza. Credo sia importante valutare con concretezza la svolta del Corpo unico ambientale e forestale, riforma auspicata da tempo ma che non trova ancora spazio“.Ma il ddl non è stato accolto positivamente nemmeno dai sindaci dell`Anci. Nel documento che il vice presidente Roberto Marin ha consegnato, si esprime forte preoccupazione per la sua approvazione e la conseguente abrogazione della legge in vigore. “Ci troveremo – ha detto Marin – di fronte a un vuoto legislativo e a una conseguente confusione amministrativa che renderebbe impossibile la difesa di un diritto dei cittadini ad esercitare una concessione finalizzata al prelievo venatorio“.Federcaccia, che interverrà oggi, lamenta invece “Il mancato riconoscimento dell`attività venatoria come strumento di gestione faunistica avente rilevanza culturale e sociale“.
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