21 Ottobre 2014

Legge Stabilità: pensioni pagate il 10 del mese. Il no dei sindacati

 Legge Stabilità: pensioni pagate il 10 del mese. Il no dei sindacati

 Roma – Per i sindacati dei pensionati è «inaccettabile» la norma nella Legge di Stabilità che ritarda il pagamento delle pensioni dal primo al 10 del mese . Si tratta – dicono i segretari generali, di Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil, Carla Cantone, Giggi Bonfanti e Romano Bellissima – di «un vero e proprio accanimento nei confronti degli anziani». «Il Governo – affermano i tre segretari – non ha previsto per loro alcun tipo di aiuto e di sostegno ma ha pensato come complicargli ulteriormente la vita . È semplicemente inaccettabile. Ci domandiamo cosa abbiano fatto di male i pensionati e gli anziani per essere trattati così». Un coro unanime di no: Consumatori e Codacons Per Federconsumatori e Adusbef si trattrebbe di «una misura ingiusta e inaccettabile, che si configura come un vero e proprio sopruso nei confronti dei pensionati, che sono stati tra le fasce più colpite dalla crisi economica». «Il danno – affermano le organizzazioni dei consumatori – rischia di estendersi all’ intera economia : sono infatti gli anziani nonni e zii, molto spesso, a mandare avanti interi nuclei familiari. La mancanza di lavoro di figli e nipoti, infatti, ricade sulle loro spalle». Secondo i consumatori: «la vera operazione chiave per creare benefici al sistema economico ed alle condizioni delle famiglie non è ritardare i pagamenti delle pensioni, bensì avviare un serio, responsabile, concreto ed immediato piano straordinario per il lavoro». «Solo restituendo reddito, futuro e prospettive ai giovani si potrà ingranare la marcia giusta per uscire dalla crisi.» – dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef. E anche il Codacons è «assolutamente contrario» al posticipo dei pagamenti delle pensioni al 10 del mese. «Se il provvedimento otterrà il via libera, il danno per i pensionati sarà enorme, così come i disagi per gli anziani – denuncia il Presidente Carlo Rienzi – Sulla data di pagamento all’ 1 del mese si basano infatti numerose scadenze in capo ai pensionati, come rate di affitti, mutui, debiti, finanziamenti, oppure abbonamenti e altre scadenze.

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