17 Ottobre 2012

Legge Stabilità 2013: l’ aumento dell’ Iva batte il taglio dell’ Irpef

Legge Stabilità 2013: l’ aumento dell’ Iva batte il taglio dell’ Irpef

        

Il taglio deciso dal Governo delle due aliquote base dell’ Irpef, all’ interno della Legge Stabilità 2013-2015 avrà effetti positivi in busta paga , ma di certo non costituirà una misura rivoluzionaria per gli stipendi degli italiani, dato che influirà con cifre inferiori rispetto agli aumenti determinati dalla nuova Iva . Il conto per le famiglie rimane salato dunque, anche se le previsioni alla vigilia erano decisamente peggiori. Il taglio dell’ Irpef infatti sembrava impossibile e l’ aumento dell’ Iva minacciato nei mesi scorsi dal Governo era di due punti percentuali. Alla fine il Consiglio dei ministri ha optato per un taglio di un punto delle aliquote più basse: si scende dal 23% al 22% per i redditi fino a 15 mila euro e dal 2 8% al 27% per quelli oltre i 15 mila fino ai 28 mila euro , lasciando invariato il resto dell’ architettura dell’ Irpef. In base al meccanismo progressivo dell’ imposta sui redditi, la riduzione riguarda anche chi guadagna di più, ma naturalmente lo sconto si sente sempre meno via via che l’ imponibile cresce : per un reddito da 100mila euro, per esempio, l’ Irpef da pagare si ridurrà dello 0,77%, mentre per chi dichiara 10mila euro lo sconto è del 4,35 per cento. Se il gettito si riduce da una parte deve aumentare dall’ altra perché tengano i conti dello Stato. Così, a partire dal prossimo 1° gennaio l’ imposta sul valore aggiunto salirà dal 10% all’ 11% e dal 21% al 22%, con l’ eccezione della prima super ridotta (che rimane al 4%). Nonostante gli effetti complessivi sui bilanci familiari non siano ancora stati calcolati, il Codacons ha stimato che la spesa totale annua media per un nucleo di tre persone sarà di circa 324 euro in più . Si calcola infatti che le famiglie con le nuove aliquote risparmieranno sull’ Irpef da 150 euro all’ anno per chi ne dichiara 15mila, da 200 euro per chi ne guadagna 20mila e da 280 per chi denuncia al fisco redditi da 28mila euro in su. Sconto che, in ogni caso, difficilmente sarà sufficiente a compensare i rincari fiscali previsti dalla stessa legge di stabilità. Secondo l’ Ufficio studi di Confcommercio l’ azione congiunta di taglio dell’ Irpef e aumento dell’ Iva determinerà maggiori risorse per le famiglie pari a circa 1,5 miliardi di euro per il 2013 e minori risorse sempre per le famiglie nel 2014, pari a circa 2 miliardi . La Cgia di Mestre ha anzi evidenziato che anche per chi ha un reddito fino a 8 mila euro (la cosiddetta no tax area) ci sarà un aggravio fiscale conseguente all’ aumento dell’ Iva che va dai 23 euro nel 2013, per un contribuente senza famigliari a carico, ai 60 nel 2014 per una famiglia monoreddito con moglie e figlio a carico. ” Il pericolo che si verifichi questa situazione – afferma il segretario della Cgia Mestre, Giuseppe Bortolussi – è molto probabile, visto che i cosiddetti incapienti, ovvero quei contribuenti che attualmente non pagano nessuna imposta sui redditi, non avranno nessun beneficio dalla diminuzione dell’ Irpef, mentre, come tutti gli altri, si troveranno a subire l’ aumento dell’ Iva “.

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