6 Novembre 2017

Legge elettorale: il 12 dicembre la Consulta deciderà su ricorso Codacons

 

(Sesto Potere) – Roma – 6 novembre 2017 – La Corte Costituzionale deciderà il prossimo 12 dicembre se è stato legittimo o meno porre la questione di fiducia sulla legge elettorale. Il Codacons infatti, assieme ad un parlamentare – il senatore Bartolomeo Pepe – e un elettore romano, ha presentato ricorso alla Consulta per conflitto di attribuzioni, chiedendo di dichiarare l’ incostituzionalità dei relativi atti del Consiglio dei Ministri, ricorso sul quale i giudici si pronunceranno il prossimo 12 dicembre. elezioni-timbro-voto La Corte Costituzionale è chiamata a valutare se – come scrivono i ricorrenti – si sia “creato uno squilibrio costituzionale, nel senso che i rapporti tra organi costituzionali sono usciti dall’ alveo tracciato dalla Costituzione, essendo il Governo tracimato dai suoi confini, invadendo le prerogative e i diritti del Parlamento e prima ancora del popolo sovrano”. Secondo l’ associazione l’ iniziativa del Governo sulla legge elettorale: “ha privato il Parlamento, e quindi i cittadini e l’ intero corpo elettorale, della possibilità di discutere ed emendare una legge importantissima per la collettività, violando i principi fondamentali dell’ ordinamento che coinvolgono la libertà e diritti, e attuando n conflitto tra poteri che va sanato dalla Consulta”. Nel ricorso depositato dal Codacons si definisce “l’ autorizzazione del Consiglio dei Ministri a porre la questione di fiducia sull’ approvazione del testo del Rosatellum-bis” come “un atto posto in essere dal Governo lesivo delle attribuzioni costituzionalmente previste in capo al Parlamento”. voto “La apposizione della questione di fiducia toglie il potere agli elettori (meglio al Parlamento) e lo consegna direttamente a dirigenti di partito e capicorrente (Governo), sottraendo, direttamente e indirettamente, la libertà di espressione del voto dei cittadini – elettori rappresentati e tutelati dalla scrivente Associazione, e ciò è sufficiente per giustificare la meritevolezza dell’ interesse ad agire nel caso di specie. E’, pertanto, evidente che il ricorso alla questione di fiducia per l’ approvazione del testo di legge in materia elettorale viola direttamente il dettato costituzionale e, con esse, le prerogative costituzionalmente garantite” : si legge nel ricorso depositato dal Codacons . “Porre la fiducia sull’ approvazione della legge elettorale è un atto eversivo contro la democrazia, la libertà del voto e la sovranità dei cittadini tutti che finisce per trasformare il voto in un atto di fede o peggio ancora il “banco di prova” della stabilità e della tenuta della politica (Governo) in assoluto spregio alle disposizione di cui agli artt. 56, primo comma, e 58, primo comma, Cost., che stabiliscono che il suffragio è «diretto» per l’ elezione dei deputati e dei senatori; all’ art. 48, secondo comma, Cost. che stabilisce che il voto è personale e libero; all’ art. 117, primo comma, Cost. in relazione all’ art. 3 del protocollo 1 della CEDU, che riconosce al popolo il diritto alla «scelta del corpo legislativo»; e all’ art. 49 Cost”: si legge nel ricorso depositato dal Codacons.

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