6 Novembre 2013

LEGGE DI STABILITA: un totale fallimento

LEGGE DI STABILITA: un totale fallimento

Dopo la bocciatura « dell’ Istat sulle previsioni di crescita, oggi ad affossare l’ operato del governo ci pensa la Commissione europea. A questo punto è lecito chiedersi a cosa servono le larghe intese se il Paese continua ad affondare». Se lo chiede, ma non è il solo, Maurizio Fugatti, il responsabile Economia e Sviluppo della Lega Nord, che aggiunge: «Il deficit al 2,7% previsto per il 2014 riduce al minimo i margini di manovra del governo, che ancora deve trovare 2,4 miliardi per abolire la seconda rata dell’ Imu». Secondo il rappresentante del Carroccio poi, preso atto che peggiorano le stime sulla crescita, ci sarà un ulteriore aumento della disoccupazione e del debito pubblico. «Con questi daticonclude – anche l’ obiettivo del calo della pressione fiscale, previsto nella legge di Stabilità, non sarà quindi raggiunto. In pratica un fallimento totale delle politiche economiche e fiscali del governo Letta». Insomma, la Legge di stabilità non stabilizza nulla, anzi… A commentare i dati della Commissione Ue, che ha tagliato le stime sul PII italiano del 2013, interviene anche il presidente della Commissione Lavoro del Senato, Maurizio Sacconi: «Le preoccupanti previsioni relative all’ occupazione in Italia nel prossimo triennio possono essere corrette non solo attraverso la legge di stabilità, e in essa con una più accentuata manovra di favore per la crescita, ma anche con politiche per il lavoro fondate su una ICodacons: un colpo alla botte e uno al cerchio, l’ esecutivo riesce nell’ impresa di fallire tutti gli obiettivi possibili» drastica semplificazione della legge Fornero e sulla sollecitazione di accordi aziendali o interaziendali per la migliore efficienza e produttività detassandone le relative quote di salario». Intanto saranno cuneo, casa e crescita i tre concetti sui quali la legge di Stabilità, che in questi giorni è in commissione al Senato, verrà sostanzialmente riscritta. A rincarare la dose ci pensa anche il Codacons che senza mezzi termini , in una nota scrive: «Il Governo non ne azzecca una. Per questo Letta e Saccomanni, gli unici due italiani che difendono ancora questa legge di stabilità, farebbero bene a prendere atto della realtà e trarne le debite conseguenze, rifacendo integralmente la legge di stabilità». Il Codacons sottolinea infatti come per la Commissione Ue non ci sia un solo dato economico italiano in miglioramento, fornendo anche una lucida spiegazione: «…dando un colpo alla botte ed uno al cerchio, il Governo riesce nell’ impresa di fallire tutti gli obiettivi possibili e di scontentare tutti, nonostante, con i finanziamenti a pioggia, cerchi di dare un contentino ad ogni parte sociale, da Confindustria ai sindacati. Se, infatti, peggiorasse il debito ma aumentasse il PII, si sarebbe almeno migliorato un dato economico». E suggerisce al governo di essere più “modesto” e di puntare su un obiettivo solo, «per cercare di andare a bersaglio almeno una volta». Un’ idea? Rinviare il taglio del cuneo fiscale, puntando nel 2014 su disoccupati, pensionati al minimo e famiglie che non riescono ad arrivare a fine mese e che certo non hanno bisogno di aumenti di tasse.
di elisabetta colombo

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