7 Giugno 2013

Legge anti-slot, ancora un mese

Legge anti-slot, ancora un mese

In Regione 5 progetti. Beccalossi: adesso dobbiamo fare sintesi DI DANIELA FASSINI S arà varata entro un mese la nuova legge regionale contro il gioco d’ azzardo. Sul tavolo della discussione che dovrà prima passare al vaglio delle commissioni e poi approdare in giunta, ben cinque progetti di legge: uno per ogni gruppo politico consiliare (Pd, Lega Nord, Pdl e Fratelli d’ Italia) in aggiunta a quello di iniziativa regionale allo studio dalla giunta. La regione con il primato di macchinette sul proprio territorio (e con la provincia, Pavia, con il maggior numero in assoluto di slot-machine sull’ intero territorio nazionale) scende in campo per contrastare la diffusione degli apparecchi «mangiasoldi e mangiapensioni » e prevenire le ludopatie. «Tutti i progetti di legge presentati finora dalle forze politiche al Pirellone contengono elementi di interesse » spiega l’ assessore regionale al Territorio, Viviana Beccalossi che è anche la ‘team leader’ indicata da Roberto Maroni per coordinare, assieme agli assessorati alla Famiglia, al Commercio e alla Sicurezza, l’ iter della legge «mirata a contrastare un fenomeno che in tutta Italia e in particolare in Lombardia sta diventando una vera piaga sociale». Il compito dell’ assessore per i prossimi giorni sarà quindi quello di «fare sintesi» di tutte le indicazioni fornite per arrivare a elaborare un testo che, in assenza di una normativa nazionale, possa scongiurare ricorsi e impugnative. «Una recentissima indagine commissionata dal Codacons all’ Università Cattolica di Brescia – spiega l’ assessore – fornisce dati impressionanti. Un giocatore di video lottery su tre è patologico e, quel che è peggio, sulle fasce più deboli della popolazione l’ impatto è devastante. Basti pensare che i giocatori cronici sono per la maggioranza uomini disoccupati, ma troviamo anche il 25% di casalinghe e il 17% di studenti e pensionati. Persone che frequentano sale gioco tra le cinque e le sette volte a settimana e che nell’ 85% dei casi perdono in media 40 euro al giorno. Il fatto che proprio in Lombardia, a Pavia, si registri la maggior spesa nazionale pro capite in gioco d’ azzardo ci da ulteriore stimolo per agire in fretta». Tra le linee guida, oltre ad allungare le distanze fino a 600-800 metri dai luoghi sensibili (ospedali, scuole, parrocchie e centri di aggregazione giovanile), il provvedimento prevede anche un rafforzamento dei controlli da parte delle forze dell’ ordine, oltre a campagne e attività di informazione e prevenzione per le cure e il sostegno ai soggetti malati. Un’ idea dell’ ultima ora, presentata dal gruppo Fratelli d’ Italia, prevede inoltre di vietare a livello comunale la vicinanza alle sale slot di attività di compro oro, banchi dei pegni o similari. «Sappiamo – conclude l’ assessore – che i poteri delle Regioni su questo tema sono limitati. È pero necessario dare un segnale forte anche al legislatore nazionale sull’ urgenza di un provvedimento ». La strada è già aperta: alla Liguria, regione-pilota che ha varato una legge anti-azzardo un anno fa, è stata riconosciuta la ‘non-impugnativa’ da parte del consiglio dei ministri. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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