26 Settembre 2010

Legambiente contro l’ Ama: “Noi puliamo loro dicono che non paghiamo la Ta.Ri.

DA CORRIERE.IT

POLEMICA PER L’ ELENCO PUBBLICATO DAL CORRIERE Legambiente contro l’ Ama: "Noi puliamo loro dicono che non paghiamo la Ta.Ri." Tassa sui rifiuti: dossier della municipalizzata include tra gli "inadempienti" l’ associazione. Alemanno: un equivoco Colosseo: volontari di Legambiente per Puliamo il Mondo ROMA – Può un’ accolita di cittadini volonterosi, pronti a scendere in piazza con sacchi e ramazze per sopperire alle carenze delle società pubbliche deputate alle pulizie delle città, essere rea di non aver pagato la tassa sui rifiuti? L’ insinuazione – nata da un errore in un dossier uscito sabato dai cassetti dell’ Azienda municipale ambientale ha tenuto nella Capitale – è all’ origine di un incidente diplomatico tra il Comune di Roma e la più grande associazione ambientalista italiana. Intanto il sindaco Alemanno getta acqua sul fuoco dell’ indesiderata polemica e – a riportare i riflettori su quanto di positivo si fa nel settore – annuncia che dal 2011 Roma bandirà i sacchetti di plastica in tutto il suo territorio. Il sindaco Alemanno: ramazza e maglia di Legambiente 700 MILA VOLONTARI – Nelle ore che concludono la tre giorni di "Puliamo il Mondo" – con 70o mila tra studenti e volontari impegnati a ripulire parchi, fiumi, spiagge e perfino fondali marini in tutta Italia – Legambiente reagisce con durezza e minaccia querele. Secondo il dossier presentato da Ama l’ associazione di viale Regina Margherita 257 risulta tra le "sedi non iscritte" per la Ta.Ri. "Come sarebbe che non risultiamo iscritti? Soltanto a luglio abbiamo sborsato più di mille e 400 euro per il primo semestre", specifica Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio, che domenica in mattinata ha incontrato il sindaco Alemanno durante uno degli appuntamenti della campagna "Puliamo il mondo" (a Roma e nel Lazio 200 mila tonnellate di rifiuti raccolti da 15 mila privati). La fattura dell’ Ama rilasciata a Legambiente "DOSSIER A OROLOGERIA" – Registrate le proteste dell’ associazione – che a Corriere.it ha fornito in anteprima la documentazione sui pagamenti Ta.Ri. effettuati – il primo cittadino si è detto dispiaciuto "che sia avvenuto un equivoco del genere". Ed ha aggiunto: "Chi deve pagare paghi, ma non si deve assolutamente sporcare la reputazione di chi ha i conti a posto". "Ringraziamo il sindaco: apprezziamo che abbia subito chiarito che si tratta di un errore. Ma è assurdo che questo dossier a orologeria spunti proprio mentre i cittadini si stanno rimboccando le maniche con Puliamo il Mondo – insiste Parlati -: evidentemente questo è il trattamento che Ama riserva ai romani che fanno quello che lei non fa, oltre ad un attivismo mai visto come in questi giorni dell’ anno arrivando anche a ripulire appena prima dei volontari le aree segnalate". Legambiente si dice anche dispiaciuta che "un autorevole quotidiano pubblichi certa robaccia". La ricevuta del bollettino di pagamento per 1.440 € SCHERZO SGRADITO – Alle prime notizie sull’ elenco degli "inadempienti", sabato, lo stesso Parlati aveva reagito con sorpresa: "Cos’ è, uno scherzo? – aveva dichiarato al Corriere della Sera – Perchè risultiamo fra i non iscritti? Non lo so ma siamo arrabbiati: le associazioni dovrebbero godere di una tariffa agevolata, e invece noi paghiamo come utenza domestica non residente…". Ora Legambiente chiede una smentita ufficiale dell’ Ama: "Piuttosto che mandare in giro dossier fasulli contro le associazioni, i dirigenti Ama pensassero a pulire la città che è molto sporca, come sanno bene i cittadini – dice Parlati -. Altro che tariffa rifiuti non pagata, Legambiente Lazio ha già sborsato per i primi sei mesi del 2010, ben 1.440,80 euro compreso l’ aumento, come dimostra la ricevuta che rendiamo pubblica, che portano la cifra annuale a quasi 3.000 euro, una cifra scandalosa per un’ associazione di volontariato". I sacchi di rifiuti raccolti da Legambiente a Villa Ada LE LETTERE DI SOLLECITO – Secondo quando rivelato dal Corriere della Sera , la municipalizzata romana ha inviato – a metà settembre – una serie di lettere, dirette ad alcune tra e principali associazioni che operano sul territorio, con l’ "Invito alla regolarizzazione della Ta.Ri.". Destinatarie: l’ Adoc, Cittadinanzattiva, Adiconsum, Movimento del cittadino, Adusbef, Codacons, Wwf, Altroconsumo, Hel Consumatori, Federconsumatori, Codici, Unione nazionale Consumatori, Confconsumatori e perfino il sindacato delle polizie locali Ospol. Dai controlli effettuati dai tecnici emergerebbe che diverse associazioni risultano "non iscritte" al pagamento della tassa sui rifiuti. Insomma non hanno ottemperato a quanto prevede il regolamento comunale modificato nel luglio 2010: "I soggetti tenuti al pagamento presentano al soggetto gestore (l’ Ama, ndr) del servizio apposita dichiarazione di occupazione originaria o di variazione dei locali e delle aree costituenti presupposto di applicazione della tariffa". Dai controlli fatti nella sede Ama di via Calderon della barca, risulterebbe che molte associazioni quella dichiarazione non l’ hanno mai fatta. Non avrebbero dunque indicato metri quadrati, persone che occupano la sede, uso al quale è destinato l’ immobile… dati sulla base dei quali Ama calcola la tariffa ed invia la bolletta. VERIFICHE PER 250 MILA EURO – La cifra che dovrebbe essere corrisposta, in realtà, non è altissima. E non ha niente a che vedere coi numeri dei "grandi evasori" (c’ era pure il Comune, fino a qualche tempo fa, insieme a moltissimi ministeri che nel frattempo si sono messi quasi tutti in regola): nel caso delle associazioni si tratta, al massimo, di 200-250 mila euro complessivi, visto che per alcune di queste sarebbe prevista una tariffa agevolata. "Macché agevolata – riprende Legambiente -. La tariffa riservataci, nonostante abbiamo chiesto mille volte il cambiamento, non è nemmeno quella per "musei, biblioteche, associazioni, luoghi di culto, comunità religiose", bensì quella molto più onerosa per "uffici, agenzie, studi professionali". Una cifra che si compone di 588,47 euro di quota fissa e 783,72 di quota variabile, oltre al tributo ambientale di 68,61 euro". Poi Lorenzo Parlati conclude: "E pensare che buttiamo praticamente solo carta nel cassonetto bianco della differenziata, che spesso troviamo pieno, e che il marciapiede qui davanti viene spazzato dalla portiera e dai negozianti e mai dall’ Ama". Volontari di Legambiente SACCHETTI RICICLABILI – "Faremo una verifica attenta prendendo atto che va fatta una netta esclusione di Legambiente da questa vicenda", precisa ora Gianni Alemanno, riferendosi all’ articolo apparso sul Corriere. Poi torna a parlare di impegno ecologici: "Entro il 2011 a Roma non circoleranno più i sacchetti di plastica – garantisce -. Faremo un’ ordinanza cittadina per vietarli in tutto il territorio", come prevede una legge nazionale "che però viene di anno in anno rinviata". Il Comune di Roma bloccherà questi rinvii e imporrà "l’ uso esclusivo di sacchetti di materiali riciclabile".
 

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