23 Novembre 2001

«Legale la pillola del giorno dopo»

Il Movimento per la vita aveva presentato ricorso contro il ministero della Salute
«Legale la pillola del giorno dopo»
Sentenza del Tar del Lazio: quel farmaco non provoca l?aborto

ROMA – La «pillola del giorno dopo» interviene prima che l?ovulo fecondato si innesti nell?utero: dunque non è aborto. E? questa la motivazione della sentenza del Tar del Lazio che, lo scorso 31 ottobre, ha dato il via libera alla commercializzazione del farmaco «Norlevo», difendendo le ragioni del ministero della Salute che ne aveva autorizzato la vendita contro il parere del Movimento per la vita e del Forum delle Associazioni Familiari. «Il decreto – si legge nella sentenza – non contrasta con la legge 194 (sull?interruzione di gravidanza ndr ), poiché il farmaco autorizzato agisce con effetti contraccettivi in un momento anteriore all`innesto». A confronto c?erano le tesi delle associazioni, secondo le quali il farmaco, impedendo lo sviluppo del concepito, ha effetti di tipo abortivo «in contrasto con il diritto all`esistenza della vita umana sin dalla fecondazione», e quelle del Codacons, costituitosi parte in giudizio per difendere la libertà di scelta della donna.

Sottolineando la carenza normativa i giudici scrivono, che la legge 194 «non enuncia una puntuale nozione clinica dell`inizio della gravidanza». Ma l`esame della 194, che ammette l`aborto entro i primi 90 giorni di gravidanza «induce a ritenere che il legislatore abbia inteso quale evento interruttivo quello che interviene in una fase successiva all`annidamento dell`ovulo nell`utero materno».

Olimpia di Tarzia, segretario del Movimento per la vita, accoglie comunque con soddisfazione la sentenza che «riconosce il carattere menzognero del foglietto illustrativo del farmaco Norlevo, in quanto non chiarisce sufficientemente che l`azione avviene sull`ovulo fecondato». E prefigura un annullamento del decreto di vendita del ministero della Salute. Soddisfatti anche il Codacons, che vede riconosciuta la libertà di scelta della donna, e l?Agico (associazione ginecologi dei consultori), che vede fugare «ogni dubbio sulla pillola che all?estero viene venduta senza prescrizione». Protesta invece An con il responsabile per le politiche della famiglia Riccardo Pedrizzi: «La dignità dell?essere umano va tutelata sin dall?inizio della sua vita». «Mi sembra eccessivo spacciare l`uso di tali farmaci come la normale assunzione di aspirine», aggiunge Luca Volontè, presidente del gruppo Ccd-Cdu di Montecitorio.

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