28 Novembre 2014

«Lega Pro in tv? Che rivoluzione»

«Lega Pro in tv? Che rivoluzione»

Presentato ieri mattina, nella sede della Lega Pro a Firenze, il neo direttore Renato Cipollini. Il tutto sotto la regia del presidente Mario Macalli che lo ha introdotto con poche parole: «La figura del neo direttore Cipollini è quella di un professionista che va a ricoprire un ruolo in cui siamo attualmente scoperti. Per quanto mi riguarda Cipollini gode della massima fiducia e pensiamo che il suo ingresso sia quello di una figura importante in una Lega che ha sempre fatto squadra. Caratteristica che forse nell’ ultimo periodo si era persa. Bisogna tornare a farlo ed operare al meglio. Abbiamo sbagliato un po’ tutti da questo punto di vista. Il mio non è un riferimento al predecessore di Cipollini che ha fatto il suo lavoro per gli anni che è rimasto con noi». Proprio su Francesco Ghirelli, che ha lasciato la Lega Pro, Macalli ha negato rotture drammatiche. IL NUOVO DG. Poi la parola a Cipollini: «La scelta di accettare questo incarico deriva dall’ invito rivoltomi sia dal presidente Ma calli che dal vicepresidente Pitriolo, con cui ho una conoscenza pluridecennale, che mi hanno proposto questa gestione della loro lega e ritengo che l’ esperienza maturata in trent’ anni di gestione societaria mi possa in qualche modo favorire. Penso che ci siano dei margini di riorganizzazione importanti per il proseguimento dell’ ottimo lavoro già svolto da questa lega negli ultimi anni. Ritengo che si può fare un buon lavoro, andremo incontro alle esigenze delle società, cercando di far rispettare i parametri che la Figc impone. La Lega Pro è sempre stata innovativa da ogni punto di vista, anche come tempistica. Faremo presto un’ analisi approfondita delle problematiche e certamente faremo qualcosa in più su ogni fronte. Il nostro movimento calcistico ha bisogno di una rivisitazione complessiva. Serve una visione importante che parta dalle strategie che, vengono dettate dalla nostra federazione». ANALISI. Ma prima e dopo l’ insediamento di Cipollini è stato il presidente Ma calli a fare un’ analisi generale della situazione: «Abbiamo fatto una buona rivoluzione, condivisa e che sta andando bene. Siamo alla quattordicesima giornata di campionato ed abbiamo avuto visioni delle partite della Lega Pro da parte di otto milioni di utenti, che sono tantissimi e in costante aumento, e questo non ha fatto calare la gente negli stadi, che è invece cresciuta. I contratti di sponsorizzazione poi sono in crescita e questo porterà a dei benefici alle società che vanno ricompensate dei sacrifici che hanno fatto: Non vanno infatti dimenticati i venticinque milioni in meno di contribuiti alla Figc. Come presidente della Lega Pro mi inventerò qualcosa, romperò le scatole a chi di dovere, e cercherò di far soffrire il meno possibile i miei club. Il Coni ha fatto un’ operazione che può fare, tant’ è che l’ abbiamo subìta, adesso però dobbiamo far si che ciò non riaccada più nel 2016. C’ è un problema a cui bisogna porre rimedio: tutti fanno business con il calcio, tutti guadagnano. Chi scommette e vince prende, i bookmaker ed il governo guadagnano tramite i monopoli, e le scommesse sportive muovono miliardi di euro. Il calcio che fornisce questo strumento per fare il business prende zero. Credo che sia una cosa che non sta in piedi e c’ è qualcosa che non quadra. In Francia queste cose le hanno viste ed hanno fatto addirittura una legge attraverso il presidente del PFL con un ministro francese. Il torneo internazionale del Roland Garros ha fatto una causa e l’ ha vinta: non si può più scommettere sulla competizione tennistica francese se non li si paga prima. Abbiamo di fronte una situazione precisa: ho interpellato il presidente del mio comitato scientifico, il professor Uckmar e gli ho chiesto di studiare il problema. Ci siamo incontrati con il presidente federale la scorsa settimana ed è stato affidato allo studio Uckmar questa situazione». TEMPO BUTTATO. Macalli ha poi commentato la notizia che il 2 dicembre il Tar della Lazio sarà chiamato a pronunciarsi sul ricorso presentato dal Codacons contro l’ elezione a presidente della Figc di Carlo Ta vecchio e la nomina del ct Conte: «Ma vi sembra che in Italia, con i problemi che abbiamo, si debba buttar via tempo e soldi per queste cose?».

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