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16 Aprile 2010

L’effetto serra sommergerà Venezia

L’effetto serra sommergerà Venezia

VENEZIA C’è un allarme da lanciare e riguarda tutto l’alto Adriatico. Riguarda Venezia, una delle meraviglie del mondo. Riguarda la laguna, uno degli ambienti naturalistici più significativi del Mediterraneo , con le sue consorelle, le lagune di Comacchio e quelle friulane di Marano e di Grado. Riguarda luoghi come Torcello, Aquileia ed Altino, centri archeologici importantissimi. Ed anche un sito nucleare – ipotizzato – come Ferrara, ed altri luoghi vicinissimi ad un altro sito nucleare ipotizzato, quello di Monfalcone. Nonché spiagge fra le maggiori d’Europa, Bibione, Jesolo e il Cavallino. Nell’insieme il 5% degli italiani, il 20% del turismo, il 20% del reddito nazionale. È lo stesso rischio delle isole del Pacifico, che già gli abitanti stanno abbandonando, e delle pianure costiere del Gange e del Mekong, quello di essere sommerse dall’innalzamento del livello dei mari, a sua volta conseguenza del riscaldamento globale. Certezza e non rischio, se i governi del pianeta non si decideranno ad attuare le raccomandazioni del Protocollo di Kioto sulla riduzione dei gas serra mediante la contrazione del consumo di combustibili fossili, l’uso di fonti alternative, la coibentazione degli edifici, la riduzione degli sprechi, la raccolta differenziata dei rifiuti, la riduzione dei trasporti su gomma e del trasporto privato in genere. Sono scelte da fare, sul piano globale e su quello locale. Venezia può e deve diventare il laboratorio ed il motore di queste scelte. Il prezzo della benzina e i vantaggi del Fisco Mario Moreggi NAPOLI Il Codacons chiede il sequestro delle pompe per l’inspiegabile aumento dei prezzi dei carburanti e magari si arriverà anche alla class action contro i petrolieri. Chi ha lanciato questa allarme che si spera non cada nel vuoto ha certamente dimenticato che sulle denunce inoltrate dovrebbero anche trovar posto tutta una serie di soggetti. Innanzitutto il ministero delle Finanze e la relativa Agenzia delle entrate. Questi non possono far finta di non vedere che mentre il costo del barile di petrolio (calcolato in euro) rimane costante, e forse addirittura cala, i proventi da Iva e accise (rigorosamente proporzionali al prezzo finale) continuano a salire. Sul tavolo di Befera, al quale pare nulla gli sfugga quando si tratta di scovare presunti evasori fiscali, tanto abile a stabilire quanto debbano fatturare le imprese attraverso gli studi di settore, questa volta avrebbe dovuto accendersi una spia di tutto rispetto.

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