L’effetto Omicron pesa sulla crescita
-
fonte:
- La prealpina
– Il 2022 non sarà facilissimo per l’economia, stando alle previsioni delle banche centrali, con Bundesbank e Bankitalia che danno una sforbiciata al Pil e, per contro, alzano drasticamente le stime d’inflazione, che Eurostat conferma al 4,9% per l’Eurozona a novembre. La Bce aveva anticipato un sorprendente, quarto rialzo consecutivo delle previsioni d’inflazione, quasi raddoppiate per il 2022 al 3,2% dall’1,77% indicato solo tre mesi fa. È l’effetto della volata dei prezzi energetici e delle strozzature al commercio globale che hanno fatto schizzare le tariffe dei noli di container.E testimonia come lo shock pandemico rischi di lasciare una brutta cicatrice: molti colleghi non sono d’accordo con lui, ma Kennet Rogoff, ex capo-economista del Fmi e docente ad Harvard, su Project Syndicate formula questa previsione per l’anno che verrà: «Sarà una sfida per le banche centrali uscire dalla stagflazione».I numeri di Bankitalia partono dal boom del 2021, un 6,2% ben superiore al 5,1% indicato a luglio, frutto del rimbalzo dopo l’annus horribilis della pandemia, oltre che dello stimolo di bilancio e delle riforme. Ma per il 2022, nonostante gli aiuti europei con il Pnrr, c’è una frenata: 4%, non più il 4,4% indicato in estate. Effetto-base anche qui, ma non solo: pesano la «recrudescenza della pandemia»e le «tensioni nelle catene di fornitura globali» che stanno pesando nel trimestre in corso e si trascineranno sui primi mesi del prossimo anno. In più, rischia di pesare un’inflazione che Bankitalia ha dovuto aggiornare la sua previsione per il 2022 dall’1,33% al 2,8%, un livello che «conferma» i timori del Codacons che si aspetta rincari fino a oltre 1.100 euro per famiglia. Il risultato, come preannunciato dalla Bce, è che l’area euro recupererà il Pil pre-pandemico agli inizi del 2022, non più a fine 2021: in ritardo rispetto agli Usa. E per l’Italia quel traguardo, che era atteso per gli inizi del nuovo anno, si trascinerà – secondo Bankitalia- al secondo trimestre. Il 2023 resterà comunque robusto (crescita alzata al 2,5%) e un 2024 a +1,7%. Anche se lo scenario, precisano da Via Nazionale, resta «fortemente dipendente dalle ipotesi sull’evoluzione della pandemia e sugli effetti delle misure di sostegno».E dunque avanti tutta sull’attuazione del Pnrr, e sulle vaccinazioni, ma anche sullo stimolo di bilancio (con l’avallo di Bruxelles a manovre ancora espansive). Senza dimenticare la politica ancora accomodante della Bce, che però è sempre più sotto pressione: la Bank of England ha già alzato i tassi, la Fed si prevede lo farà nel 2022, la Bce riesce ad arginare il pressing dei «falchi» so-lo perché le sue nuove previsioni indicano un’inflazione inferiore (e non di molto: 1,8%) all’obiettivo del 2% nel 2023 e 2024.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- ECONOMIA & FINANZA
-
Tags: bankitalia, Inflazione, pil, Prezzi
