20 Dicembre 2021

L’effetto di Omicron pesa sulla crescita Il Pil 2022 cala al 4%

 

 

 

Il 2022 non sarà facilissimo per l’economia, stando alle previsioni delle banche centrali, con Bundesbank e Bankitalia che danno una sforbiciata al Pil e, per contro, alzano drasticamente le stime d’inflazione, che Eurostat conferma al 4,9% per l’Eurozona a novembre. La Bce aveva anticipato un sorprendente, quarto rialzo consecutivo delle previsioni d’inflazione, quasi raddoppiate per il 2022 al 3,2% dall’1,77% indicato solo tre mesi fa. È l’effetto della volata dei prezzi energetici,e delle strozzature al commercio globale che hanno fatto schizzare le tariffe dei noli di container.E testimonia come lo shock pandemico rischi di lasciare una brutta cicatrice: molti colleghi non sono d’accordo con lui, ma Kennet Rogoff, ex capo-economista del Fmi e docente ad Harvard, formula questa previsione per l’anno che verrà: «sarà una sfida per le banche centrali uscire dalla stagflazione».La Bundesbank ha già portato pesantemente sul tavolo della Bce, non votando a favore del pacchetto annunciato da Christine Lagarde, l’allarme per un’inflazione che in Germania prevede oltre la soglia del 2% da qui al 2024. E questo nonostante una crescita che ha ridimensionato per il 2021 (2,5% rispetto al 3,7% annunciato a giugno) e il 2022 (4,2% invece del 5,2%). I numeri di Bankitalia partono dal boom del 2021, un 6,2% ben superiore al 5,1% indicato a luglio, frutto del rimbalzo dopo l’annus horribilis della pandemia, oltre che dello stimolo di bilancio e delle riforme. Ma per il 2022, nonostante gli aiuti europei con il Pnrr, c’è una frenata: 4%, non più il 4,4% indicato in estate. Effetto-base anche qui, ma non solo: pesano la «recrudescenza della pandemia»e le «tensioni nelle catene di fornitura globali» che stanno pesando nel trimestre in corso e si trascineranno sui primi mesi del prossimo anno. In più, rischia di pesare un’inflazione che Bankitalia ha dovuto aggiornare la sua previsione per il 2022 dall’1,33% al 2,8%, un livello che «conferma» i timori del Codacons che si aspetta rincari fino a oltre 1.100 euro per famiglia. Il risultato, come preannunciato da Lagarde, è che l’area euro recupererà il Pil pre-pandemico agli inizi del 2022, non più a fine 2021: in ritardo rispetto agli Usa. E per l’Italia quel traguardo, che era atteso per gli inizi del nuovo anno, si trascinerà – secondo Bankitaliaal secondo trimestre. Il 2023 resterà comunque robusto (crescita alzata al 2,5%) e un 2024 a +1,7%. Anche se lo scenario, precisano da Via Nazionale, resta «fortemente dipendente dalle ipotesi sull’evoluzione della pandemia e sugli effetti delle misure di sostegno».

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