11 Maggio 2021

L’economia fra segnali di ripresa e consumi fermi

Timidi segnali di ripresa per l’economia ma anche consumi fermi. La situazione italiana è fotografata dalla nota mensile sull’andamento dell’economia italiana dell’Istat, che evidenzia (aprile 2021) nel primo trimestre dell’anno un calo congiunturale del Pil dello 0,4% inferiore a quella dell’area euro.

Il mercato del lavoro mostra «contenuti segnali di miglioramento, in un contesto caratterizzato da elevati livelli di incertezza soprattutto sulle tempistiche di modifica delle misure relative al mantenimento dei contratti di lavoro».

«Ad aprile, – prosegue l’Istat – è proseguita la risalita dell’inflazione, con un aumento di tre decimi di punto rispetto al mese precedente. La stabilizzazione delle vendite al dettaglio, il miglioramento delle attese della domanda di lavoro da parte delle imprese e della fiducia di famiglie e imprese concorrono a determinare prospettive favorevoli per i prossimi mesi».

Vendite al dettaglio e prezzi

La nota mensile dell’Istat evidenzia che a marzo le vendite al dettaglio «hanno segnato una sostanziale stabilizzazione in volume (+0,1% rispetto a febbraio), determinando una marginale riduzione per il primo trimestre (-0,3%). Sebbene l’indice dei beni alimentari abbia ormai raggiunto i livelli pre-crisi, il percorso di recupero per quello dei beni non alimentari non sembra ancora completo. La crescita del commercio elettronico appare sempre più una caratteristica strutturale delle vendite al dettaglio (a marzo +39,9% la variazione tendenziale in valore)».

Ad aprile prosegue la crescita dell’inflazione. Le stime preliminari dicono che questa aumenta su base annua dell’1,1%, con una crescita di tre decimi di punto rispetto al mese precedente.

«La fase di accelerazione – spiega ancora l’Istat – continua a riflettere principalmente gli effetti dei rincari segnati negli ultimi mesi sui mercati internazionali dal petrolio e dalle altre materie prime. In particolare, i prezzi dei beni energetici hanno mostrato un netto rialzo del tasso annuo(+9,4%), ben nove punti percentuali in più rispetto a marzo».
Codacons: consumi fermi, famiglie impoverite

Sono dati che il Codacons accoglie come timidi segnali di ripresa ma non sufficienti a uscire dalla crisi. La strada per il recupero è insomma ancora lunga e i consumi sono fermi. E questo, commenta l’associazione, indica come le famiglie si siano impoverite.

«Il dato più preoccupante che emerge dall’analisi dell’Istat è quello relativo ai consumi delle famiglie – dice il presidente Carlo Rienzi – Se infatti in Italia da un lato migliorano fiducia di consumatori e imprese e attese sul mercato del lavoro e cresce il tasso di inflazione, dall’altro le vendite al dettaglio rimangono al palo, e fanno segnare uno distacco ancora elevato rispetto al resto d’Europa».

In Italia, prosegue Rienzi, «le vendite a marzo hanno registrato un calo congiunturale del -0,1%, contro un incremento del +2,7% in area Euro nello stesso periodo. Se i beni alimentari sono tornati ai livelli pre-crisi, l’indice delle vendite dei beni non alimentari non ha ancora recuperato le perdite legate all’emergenza sanitaria. Ed è proprio la mancata ripresa dei consumi il dato che preoccupa di più, perché è determinato non solo dalle misure legate al Covid, ma soprattutto dal generale impoverimento delle famiglie».

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