30 Aprile 2019

LECCE E I BIGLIETTI PER LE CHIESE SI FA COSÌ IN TUTTO IL MONDO

L’ iniziativa intrapresa dalla curia Arcivescovile di Lecce di prevedere un biglietto di ingresso per alcune chiese monumentali della città ha suscitato un vivace dibattito in città tanto che molti cittadini hanno chiesto alla locale sede del Codacons di prendere una posizione ufficiale sul punto. L’ iniziativa intrapresa dalla Curia Arcivescovile di Lecce, se correttamente inquadrata, può essere un primo importante passo verso una reale maturazione del sistema turistico della nostra terra ancora fortemente ancorato alla iniziativa del singolo e non adeguatamente inserito in un reale sistema. Il pagamento del biglietto per la fruizione del patrimonio storico-artistico e culturale è praticato in tutto il mondo e non si vede perché non debba poter funzionare all’ interno della città di Lecce soprattutto se (come pare) si preservi la libera fruizione ai cittadini leccesi e ai residenti all’ interno della curia arcivescovile che, se non si erra, coincide con l’ intera Provincia di Lecce. Invero questo primo coraggioso passo della Curia non solo deve essere sostenuto ma, se possibile, va integrato, allargato, implementato sviluppato all’ interno di vero e proprio sistema turistico della città di Lecce è più in generale dell’ intero Salento. Sistema che sia attivamente animato da tutti i soggetti istituzionalmente interessati allo sviluppo turistico della nostra terra e, quindi, non solo la Curia Arcivescovile ma anche la Regione, la Provincia e il Comune e la Sovrintendenza e, quindi, il Ministero. Il rischio che oggi si paventa da questa iniziativa, è che i vari soggetti istituzionali viaggino ognuno per la propria strada, ognuno con il proprio sistema, ognuno con il proprio prezzario che, se forse può andar bene per realtà artisticamente grandi come Roma o Firenze, per una realtà comunque piccola come quella Leccese e Salentina potrebbero rappresentare un vero e proprio de profundis. Apparirebbe invero controproducente, giusto per fare un esempio, entrare per visitare il monumentale Castello Carlo V, magari pagare un biglietto di ingresso, e poi scoprire che alcune sale e/o zone non sono accessibili perché sotto la gestione e/o la proprietà di un diverso ente. Un sistema integrato, inoltre, potrebbe aiutare a far conoscere meglio il nostro importante patrimonio culturale ed artistico. Giusto per fare un esempio: inserire nel biglietto la possibilità di vedere alcune chiese e il Museo Provinciale Castromediano o quello comunale del MUST o la visita al Teatro Paisiello e/o viceversa, potrebbe indurre molti turisti ad allargare la propria possibilità di visita, conoscendo le nostre tradizioni e la nostra cultura allungando quasi naturalmente i tempi di sosta a beneficio di tutto il sistema, e perché non includere anche la visita a Santa Maria a Cerrate o all’ area naturistica del Rauccio per non parlare delle molte bellezze della nostra Provincia. Un consorzio (o altra forma più consona) costituito tra tutti gli enti interessati che sia in grado di costruire e valorizzare un sistema turistico integrato che faccia maturare l’ intera offerta turistica della città di Lecce e dell’ intero Salento. – segretario generale Codacons nazionale © RIPRODUZIONE RISERVATA.
piero mongelli

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox