23 Luglio 2014

«Le zone non balneabili vanno rese inaccessibili»

«Le zone non balneabili vanno rese inaccessibili»

L’ obiettivo è dare un nuovo impulso alla lotta per avere acque pulite e una maggiore consapevolezza ambientale di diportisti e bagnanti, così da ottenere l’ attenzione delle istituzioni preposte e conseguire uno storico risultato che consegnerebbe a Salerno un elemento in più, di grandissima importanza, per potersi definire a tutti gli effetti “città turistica”. Se n’ è parlato ieri alla Lega navale con il vice segretario nazionale del Codacons Matteo Marchetti, il presidente della Lega Navale Vito Caponigro ed il colonnello della Capitaneria di Porto Perrone. È stata espressa da tutti gli intervenuti l’ intenzione di porre le basi per una nuova sinergia tra importanti forze istituzionali e associative del territorio che pongano la tutela dell’ ambiente, in particolare dell’ ecosistema marino, al centro delle loro azioni. «Tutto il territorio salernitano – ha detto l’ avvocato Marchetti – non è balneabile, ad eccezioni di pochissime zone, e dovremmo in primo luogo vietare concretamente ai cittadini la balneazione in quelle zone in cui è preclusa. Quelle spiagge vanno chiuse, solo così si avrà da parte loro la totale adesione ad una lotta giusta perché questa città ha diritto ad avere acque balneabili. In questo modo avremo tutto il sostegno di cui necessitiamo perché i depuratori siano funzionanti e nessuno si lavi le mani di un problema serissimo». Il prossimo step sarà ottenere il permesso dagli organi preposti, sia per gli associati Codacons che per quelli della Lega navale, di poter verbalizzare le segnalazioni qualificate che già godono di una corsia preferenziale. In sostanza dalla conferenza stampa di ieri mattina è emersa la necessità, rimarcata soprattutto di Caponigro, di avere delle vere e proprie sentinelle del mare. «Purtroppo – ha spiegato il presidente della Lega Navale – essere dei segnalatori qualificati non ci basta più perché accade spessissimo che i soggetti segnalati non siano poi fisicamente fermati dal momento che fra la telefonata alla Capitaneria e l’ effettiva operatività passa del tempo: pochissimo, perché gli uomini del comandante Trogu sono attentissimi, ma ci vuole tempo per recarsi nella zona della segnalazione, zona che viene immediatamente abbandonata da chi è sorpreso a tenere comportamenti dannosi per il mare ed a volte anche per se stessi». Da parte della Capitaneria è stata rilanciata la necessità di essere attenti sia da diportisti che da semplici bagnanti, tanto nell’ interesse della salvaguardia ambientale quanto in quello della sicurezza. Carmen Incisivo ©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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