6 Giugno 2003

Le vincite del Totocalcio sono…segrete

Una battaglia legale divide Coni e i Centro di elaborazione dei dati e si rischia l´annullamento del concorso

Le vincite del Totocalcio sono…segrete

Gli scommettitori aspettano da domenica le quote




ROMA – A cinque giorni dalla conclusione delle partite in schedina, non si conoscono ancora le vincite dei concorsi Totocalcio, Totogol e Totosei di domenica scorsa.
Ma la notizia più grave è che i concorsi in questione potrebbero essere addirittura annullati.
Colpa della «guerra» che contrappone il Coni al personale dei Ced, i centri elaborazione dati, che hanno l´appalto dello spoglio delle schedine e che il 31 maggio sono scesi in sciopero. Hanno incrociato le braccia (a parte il Ced di Milano e di Genova) per ottenere delle garanzie sui propri posti di lavoro, messi a rischio dal passaggio, a partire dal 30 giugno, della gestione concorsi dal Coni ai Monopoli. A rimetterci però potrebbero essere le migliaia di giocatori che la scorsa settimana hanno investito nella schedina da uno a centinaia di euro (per i sistemi più complessi). Primo effetto dello sciopero è che fino a ieri ancora non si conosce l´entità della vincita per chi ha fatto 12 o 13 al Totocalcio, 6, 7 o 8 al Totogol, 4, 5 o 6 al Totosei. Ma anche i montepremi, pur diffusi dall´Ufficio concorsi pronostici e scommesse sportive del Coni, non sono stati «certificati» dal Ced (l´unico ad avvalersi delle procedure ufficiali). Lo sciopero va avanti a oltranza e, se non si aprirà subito una trattativa, sicuramente resteranno sconosciuti anche i montepremi e le quote di domenica prossima. I lavoratori in agitazione aspettano una risposta dal Coni, e garantiscono che, una volta tornati al lavoro, in poche ore la situazione sarebbe normalizzata. Ma il Coni per ora tace, e a complicare le cose arriva l´accusa di un rappresentante dei responsabili dei Ced Totocalcio, Ernesto Cardelli: «Il Coni, aggirando i più elementari diritti dei consumatori, a nostro avviso, ha determinato i montepremi e forse intende dar luogo alla determinazione dei vincenti con metodi alternativi, dimenticando che le uniche procedure abilitate a svolgere i concorsi sono quelle certificate e depositate al ministero delle Finanze e che noi abbiamo in gestione nei Ced. Per cui sarà successo certamente che qualche pronosticatore avrà già gettato via la schedina ritenuta non vincente, senza sapere che ha partecipato a un concorso che a nostro parere è irregolare, e che potrebbe dar loro diritto a un rimborso».
I dipendenti dei Ced (una quarantina in tutta Italia) hanno già presentato un esposto alla guardia di finanza (è lecito – hanno chiesto – che il Coni abbia incassato 5 milioni di euro senza avvertire che non sarebbero state diffuse le quote?) e altri alle procure di mezza Italia.
Poi si sono rivolti al Codacons «per scongiurare il rischio ipotetico – spiega Cordelli – di crumiraggi esterni»: in parole povere, hanno paura che il primo luglio, appena scaduto il contratto, il Coni li sostituisca con altro personale, per altro non qualificato.

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