Le vetture rimosse al policlinico
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fonte:
- Gazzetta di Modena
Alcune imperfezioni e l`obbligo di pagare solo con Bancomat o contanti
Parcheggio del Policlinico, lavori in corso: quanti disagi… Alle manovre difficili, ai parcheggi a pagamento, ai posti per disabili sempre occupati si aggiunge il pericolo della rimozione forzata. Certo, sono le regole e vanno rispettate: parcheggiare la macchina all`interno non si può. Ma siamo sicuri che tutte le informazioni siano date sempre… a regola d`arte? E` certo, le regole vanno rispettate anche quando si tratta di parcheggi ma, a volte, cadere in errore è più facile di di quello che si pensa. Il caso che raccontiamo oggi è quello di una signora che uscita dagli ambulatori del Policlinico, presso cui aveva accompagnato la vecchia zia malata, non ha trovato più l`auto. Sparita… o meglio, rimossa. Come da regolamento, è chiaro, ma per recuperarla… due corse in taxi ed una mattinata persa, con ammalato al seguito. “Il 17 ottobre ho accompagnato mia zia per una visita al Centro Oncologico Modenese – racconta la signora Ida protagonista della vicenda – è ultraottantenne e cammina con le stampelle, perciò ho dovuto portarla fino davanti al reparto. All`entrata del Policlinico mi sono fermata alle sbarre della guardiola, l`operatore di servizio, che era una donna, mi ha chiesto dove dovevo andare, le ho risposto spiegandole la situazione e lei mi ha fatto passare senza aggiungere altro. Una volta scaricata la zia mi sono guardata intorno e si stava liberando un posto nel parcheggio interno e così ho posteggiato la mia auto. La visita è durata una trentina di minuti. Quando sono scesa ho lasciato di nuovo la zia davanti al reparto e sono andata fino al parcheggio per recuperare l`auto, che però, (sorpresa!) non c`era più. Sono tornata alla guardiola per chiedere informazioni e l`agente di turno era cambiato, era un uomo. Ho chiesto se sapesse della mia auto mentre, coincidenza, entrava, per un altro giro, il carroattrezzi. L`agente mi ha risposto molto sgarbatamente allungandomi un fogliettino dell`autogru Camellini presso cui avrei dovuto ritirare l`auto. Avvilita, perchè all`entrata non mi erano state date indicazioni sulla possibile rimozione, che ovviamente con una malata al seguito non avrei mai rischiato, ho chiamato un taxi e, insieme alla zia, ho raggiunto il garage Camellini“. “Una volta arrivata al deposito – continua la signora – mi sono accorta di non avere abbastanza contanti per pagare il ritiro dell`auto, che costa 67 euro. Avevo con me la carta di credito ma l`impiegata non la poteva accettare mentre io non uso il Bancomat perciò, in pratica, niente auto… Ormai esasperata ho dovuto riprendere il taxi, farmi accompagnare ad uno sportello bancario dove ho ritirato il contante, con lo stesso taxi (che mi è costato una cifra) sono tornata al deposito e ho ritirato l`auto. Amaro sapere, poi, che alla guardiola possono rilasciare i permessi temporanei e che a me, che certamente, comunque, dovevo stare più attenta, non è stato detto niente…“. Il Policlinico ha attiva una convenzione, in fase di rinnovo, con Camellini Autogru che è addetto allarimozione delle auto che sostano senza permesso all`interno del parcheggio. La rimozione avviene su chiamata della vigilanza interna al parcheggio. “La signora Ida il suo errore lo ha pagato – spiega Fabio Galli del Codacons – e non ha intenzione di contestare nulla. A nostro avviso si riscontrano, però, almeno due spiacevoli combinazioni. La prima è la mancata informazione che ha indotto la signora in errore… – quale cittadino consapevole del divieto di sosta all`interno e della possibilità di avere il permesso correrebbe il rischio di farsi rimuovere l`auto su cui trasporta una persona ammalata? – e la seconda è l`esercizio errato del diritto di ritenzione da parte del deposito Camellini. Il diritto di ritenzione prevede che io carrozziere, ad esempio, possa trattenere l`auto che tu mi hai portato a finchè non mi paghi la cospicua somma della riparazione, ma in casi come quello del deposito non può valere. La cifra, innanzitutto è sproporzionatamente bassa, rispetto al valore dell`auto per cui, non potrebbe il deposito rifiutarsi di restituire un`auto a fronte di 70 euro di credito, inoltre, la rimozione è un evento che coglie inaspettati per cui, può accadere, che al momento del ritiro il cittadino non abbia i contanti con sè“. “Se il servizio deve essere affidato da un`istituzione pubblica ad un privato, che comunque ne trae un profitto notevole, quantomeno sia garantito ai cittadini di poter ritirare l`auto agevolmente, magari pagando poi, con l`invio di una fattura a casa. Questo per educare, senza punire, particolarmente in un ambiente come quello ospedaliero dove fretta e ansia possono giocare brutti scherzi…“.
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