«Le tredicesime aumentano per i dipendenti ma il 90 per cento se ne va in tasse e tariffe»
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fonte:
- Libertà
ROMA – Dodici euro in più per un operaio, 13 euro in più per un impiegato e ben 20 euro in più per un capufficio. Secondo la Cgia di Mestre (l’ associazione di Artigiani e piccole e medie imprese) sarebbero questi gli aumenti medie delle tredicesime depurati dall’ inflazione che i dipendenti italiani godranno a fine anno. Aumento dovuto al fatto che i contratti rinnovati sono stati superiori al tasso di inflazione registrato dall’ Istat, tasso, come noto, sempre pericolosamente indirizzato verso il segno meno. Se i dati della Cgia di Mestre sembrano indurre a pensare in un aumento dei consumi natalizi le organizzazioni dei consumatori frenano alquanto gli entusiasmi. Quei quattro soldi di euro in più, che dovrebbe indurre pensionati e lavoratori dipendenti a sciali consumistici non goduti lo scorso anno, ricordano i consumatori se ne vanno al 90% in tasse e mutui, particolarmente pesanti soprattutto per coloro che, come il capufficio da 20 euro in più citato dalla Cgia, «non sono stati ristorati con gli 80 euro». Secondo l’ Adusbef le tredicesime del 2014 sono stabili rispetto al 2013, ma il 90% di queste «sarà mangiato» da tasse, bolli, bollette e mutui. Risultato: la spesa per consumi a Natale calerà del 10%. Un calo che un’ altra organizzazione di consumatori il Codacons, più ottimisticamente, vede fermarsi al -5% per una spesa natalizia di 164 euro pro capite. Più concretamente Adusbef e Federconsumatori non fanno cifre su quanto gli italiani destineranno ai regali di Natale e alla spesa per la tavola. «Le tredicesime – avverte il presidente Adusbef Elio Lannutti – saranno più che falcidiate dagli infiniti aumenti iniziati a gennaio 2014: dalle tariffe autostradali, alla benzina, ai bolli, alle tasse, alla Tasi, all’ Imu per la seconda casa, alle accise e un’ altra serie infinita di ordinari balzelli che mangiano i redditi non ristorati con gli 80 euro». Nel rincorrersi dei pagamenti da effettuare entro il 31 dicembre, dei 34,20 miliardi di euro di tredicesime che verranno pagate quest’ anno, soltanto il 9,4 per cento, ossia 3,2 miliardi di euro, meno di un decimo del monte tredicesime, resterà realmente nelle tasche di lavoratori e pensionati.
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