20 Novembre 2015

Le targhe dei romani non si alternano mai

Le targhe dei romani non si alternano mai

Due pensionati al tavolino di un bar sfogliano il giornale e commentano. «Va tutto a rotoli». «È la fine». «Bombardano». «Siamo fritti». «Oggi targhe alterne». «Qui siamo a posto: c’ ho la Porsche dispara e la Ferrari para». Siamo tornati a dare i numeri, meno male che c’ è ancora chi la prende a ridere. Sul serio, c’ è da dire, l’ hanno presa in pochi. Di nuovo le targhe alterne che in realtà si sono alternate ben poco. Martedì mattina potevano circolare auto e moto con l’ ultimo numero della targa dispari. «Ci saranno la metà delle macchine in giro, usciamo con comodo, dieci minuti e arriviamo». Previsione ingenua, sottovalutazione dell’ intolleranza romana alle regole e della raffinatissima arte di cavarsela con un «e allora?». È più o meno come gli altri giorni, la stessa identica fila alleggerita di pochi metri. Tempo risparmiato: due minuti. Possibile? Sì lo è, basta dare uno sguardo alle targhe nel traffico fermo e contarle. Ogni 4 macchine con il numero dispari, eccone una pari e non si tratta di euro 6. Sono automobilisti che se ne infischiano e la fanno franca. Il Codacons protesta: senza controlli questi divieti sono un inutile sacrificio, per pochi. Un numero ridicolo di multe, 145. Lo smog cala appena, i blocchi continuano – ignorati – come al solito risolverà la pioggia. Finiremo per multare l’ alta pressione e il sole. [email protected] © RIPRODUZIONE RISERVATA.
maria lombardi
 

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