Le tante emergenze del capoluogo
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fonte:
- Gazzetta del Sud
Catanzaro ha un problema con i quattro elementi fondamentali: aria, acqua, terra e fuoco. Mentre, infatti, gli incendi arroventano il clima e rendono irrespirabile l’aria,i rubinetti cittadini rimangono a secco, gli agricoltori non riescono a irrigare le coltivazioni e, per i vacanzieri, trovare uno specchio di mare cristallino è un’utopia utopia. Le segnalazioni su questo versante si rincorrono sui social: tutto il litorale ionico è oggetto dell’attenzione dei bagnanti che, indignati, riversano sul web le fotografie di un mare che appare malato. Poco importa che si tratti di presunte fioriture algali, di bollicine di sapone in arrivo da qualche lido maldestro o dei ben più pericolosi e documentati scarichi fognari non collettati alla rete di depurazione, il risultato è quello di un mare in cui spesso non è invitante tuffarsi.A proposito di depurazione, nelle scorse ore l’assessore regionale Fausto Orsomarso ha risposto così al Codacons che aveva presentato l’ennesimo esposto in Procura sullo stato delle acque: «La Regione non è ri-masta ferma e, assieme al collega De Caprio, pochi giorni fa abbiamo presentato un programma di interventi, quantificati in 98 milioni di euro, che in futuro incideranno sul funzionamento della depurazione regionale. È chiaro che i Comuni e gli enti che sbagliano devono pagare e assumersi le proprie responsabilità».A stretto giro di posta è arrivata la risposta piccata di Antonio Corsi, consigliere comunale catanzarese del gruppo Misto: «Cosa si è fatto? Questa è la vera domanda a cui rispondere. Solo così diventa leggibile il risultato che Orsomarso dice che è stato ottenuto in termini di depurazione, visto che De Caprio tace, ma soprattutto bisogna recuperare il vincolo di verità, quello che non si assoggetta quasi fosse un paravento alle necessità politiche. Questo è quello che deve dire Orsomarso».Ma intanto, sul depuratore il CoGuarda ai quattro elementi Cambiavento e osserva che in questo momento la città non ha un buon rapporto con essi. Parte dall’analisi della situazione idrica: «Manca l’acqua in moltissimi quartieri. Ogni nuova interruzione non sorprende più la popolazione ma la trova avvilita, stanca, privata di un bene primario e vittima di insopportabili disagi. La manutenzione sui tratti dell’acquedotto è oramai “ordinariamente” straordinaria: è il risultato dell’incuria e della cattiva gestione nel tempo». Il movimento lamenta che «nessuna autobotte è stata messa a disposizione per tamponare i disagi» e punta poi lo sguardo all’acqua del mare a Lido: «È sporca e non balneabile a causa dei mancati interventi di gestione e manutenzione del sistema di filtraggio e depurazione delle acque, con opere lontanissime dall’essere cantierizzate.E l’acqua del porto, desolatamente sgombra da natanti e pontili, subisce anch’essa una penosa malagestione che ha depresso un ambito territoriale cruciale per il rilancio del quartiere marinaro e dell’intera città». Cambiavento si sofferma su un altro elemento e parla di «aria irrespirabile in una vasta zona del territorio. Chi entra nel quartiere Lido in corrispondenza della vecchia Tonnina, viene assalito da un odore nauseabondo. È il depuratore che non funziona da tempo immemore:i fondi sono stanziati da anni ma manca la capacità di avviare e concludere l’adeguamento». Sul fronte terra, poi, il movimento afferma che «latita qualsiasi politica del territorio, sia di carattere ambientalista che in funzione della viabilità. Non vi è traccia di interventi strategici volti a migliorare la vivibiltà, come aree pedonali e ciclabili e, mentre in tutte le città del mondo c’è una svolta green nell’abitare, Catanzaro soccombe in una dimensione a misura di auto e cemento».E se l’area del litorale di Giovino è stata sottratta ad una politica di costruzioni selvagge, «il merito è solo di chi non si rassegna alle logiche di lottizzazioni spregiudicate». Si arriva poi al fuoco: «La città sta bruciando e tra tutti i roghi quello che strazia di più è quello al Parco “Li Comuni” di Siano che, insieme con quello della Biodiversità, vittima anch’esso delle fiamme, colloca Catanzaro tra le più verdi d’Italia. Oggi i parchi bruciano e non si comprende come possa capitare. “Li Comuni” è sede cittadina di Calabria Verde. Lo sa questo il sindaco? Lo sanno gli assessori all’ambiente,al patrimonio e al territorio? Quali piani hanno preteso per manutenere e proteggere questo gioiello?». Supporto Cambiavento ha criticato l’assenza di autobotti Traversa, mettevamo in evidenza le carenze e l’inerzia degli enti preposti nella cura e salvaguardia del più grande parco comunale di Catanzaro». Lo afferma in una nota Riccardo Elia, in rappresentanza delle associazioni e dei cittadini che si battono per la tutela del “Bosco Li Comuni”. «Siamo stati purtroppo facili profeti – aggiunge Elia -, perché l’azione scellerata di soggetti irresponsabili che hanno dolosamente appiccato il fuoco in più punti nelle zone adiacenti le località di Janò-Rumbolotto ha determinato lo scempio che è sotto gli occhi di tutti, grazie soprattutto alle mancate azioni da parte degli amministratori comunali e ai dovuti interventi demandati a Calabria Verde dal 2014 ad oggi. Il Comune di Catanzaro, impossibilitato ad effettuare le cure colturali necessarie e tutti gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, ha concesso in comodato d’uso gratuito nel 2014 a Calabria Verde i terreni e i fabbricati per un periodo di anni 6+6. Ma a distanza di 7 anni – rileva Elia – dalla convenzione gli impegni sottoscritti sono rimasti sulla carta. Il progetto non è mai partito, anzi l’abbandono ha preso il sopravvento. L’Azienda forestale della Regione ha di fatto cessato l’attività di realizzazione di sentieri, ha abbandonato lo splendido orto botanico presente,e non ha garantito per molti mesi neppure la manutenzione ordinaria. Intanto gran parte del bosco “Li Comuni” è andato distrutto. Si sono prodotti danni incalcolabili all’ambiente, alla flora e alla fauna. Calabria Verde non ha investito uomini e risorse in maniera adeguata per la tutela della pineta. Se Calabria Verde non è in grado di ottemperare ai suoi compiti – conclude Elia -, si vada alla rescissione della convenzione e si trovi una soluzione alternativa a favore del bene della collettività, per scongiurare il pericolo di compromissione del polmone verde e per la salvaguardia e la valorizzazione del “Bosco Li Comuni”. Così chiudevamo il nostro comunicato dell’1 dicembre 2020. Oggi, purtroppo a malincuore, registriamo che tale richiesta è in questo momento più che mai legittima. Sindaco, se ci sei, batti un colpo». mune di Catanzaro da anni non riesce a dare il via alla gara per la costruzione del nuovo impianto, nonostante i fondi europei siano arrivati da tempo e siano pronti ad essere spesi.Si è preferito procedere con operazioni di piccolo cabotaggio, spesso non risolutive, utili solo a gestire l’emergenza. Come sull’acqua ad uso domestico: gli interventi per ripristinare le ormai famose “improvvise rotture” sono all’ordine del giorno, così come le interruzioni più o meno programmate. I quartieri Fortuna, Mater Domini, Santa Maria, Barone e Lido sono solo gli ultimi a provare i disagi quotidiani causati dalla carenza idrica. Intanto la stagione estiva passa, i problemi permangono,e qualcuno propone ironicamente – ma forse neanche tanto – di organizzare dei corsi di rabdomanzia mentre l’amministrazione comunale scarica su Sorical la responsabilità.
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