11 Dicembre 2015

Le strisce blu restano a un euro l’ ora

Le strisce blu restano a un euro l’ ora
il consiglio di stato mette la parola fine ai tentativi di aumento dei parcheggi a pagamento

• L’ aumento delle strisce blu è stato definitivamente accantonato perché non si è provveduto a «prevedere adeguate e contemporanee misure di sviluppo del trasporto pubblico». A distanza di oltre un mese dalla sfiducia all’ ex sindaco Ignazio Marino firmata dai consiglieri del Pd, continua no le bocciature dei provvedimenti emanati dalla Giunta guidata dal chirurgo Dem. Con qualche mese di ritardo rispetto alle attese, anche il Consiglio di Stato ha infatti bocciato l’ incremento delle tariffe per i parcheggi a pagamento in città, che l’ ex assessore Guido Improta aveva chiesto di portare da 1 euro a 1,50, con tanto di abolizione dei mini abbonamenti da 8 euro per 4 oree da 70 euro per un mese. La sentenza del Consiglio di Stato, resa nota ieri dal Codacons, è arrivata ben 6 mesi dopo quella in primo grado presso il Tar del Lazio e ne ricalca integralmente gli effetti, nonostante nel frattempo il Campidoglio abbia provveduto ad approvare il Piano Generale del Traffico Urbano, che mancava dal 1999. Come mai dunque è arrivata anche la seconda bocciatura? Lo spiega la sentenza stessa. «Al punto 1.2 del Piano – si legge nella sentenza – è sostenuto che esso è basato sulla condivisione, cioè alla sostituzione delle regole attuali, orientate prioritariamente alla gestione e al controllo dell’ occupazione degli spazi, con misure di condivisione spaziale e temporale della città, come: bonus di mobilità, car-bikesharing, mobility management, trasporto pubblico, open data, sosta tariffata, isole ambientali e smart card». Quindi, «l’ adeguamento delle tariffe orarie avrebbe dovuto essere corredato anche dalla effettiva adozione delle contemporanee ulteriori misure». Cosa mai avvenuta, come è sotto gli occhi dei romani. Non solo. Il Campidoglio avrebbe dovuto anche intraprendere «una azione globale che affrontasse, contemporaneamente, il miglioramento e la razionalizzazione della circolazione delle autovetture, il potenziamento del trasporto collettivo, la razionalizzazione della sosta (quanto a disponibilità e localizzazione degli stalli ed adozione di una opportuna tariffazione) eil completamento del sistema viario tangenziale». Si tratta dell’ ennesima vittoria del Codacons, che negli ultimi due anni ha presentato ricorsi a raffica contro i provvedimenti della Giunta Marino. L’ associazione dei consumatori è riuscita a far revocare l’ aumento delle tariffe per gli asili nido, la pedonalizzazione della gay street, l’ aumento delle tariffe Ztl (poi passato grazie a una “correzione” in extremis) e la delibera che limitava l’ ingresso degli Ncc di fuori Roma sul territorio cittadino. «Per i giudici – sottolinea l’ associazione – il Coda cons è l’ ente più adatto a difendere gli interessi dei cittadini, in quanto sussiste piena legittimazione». Chi aveva sollecitato i ricorsi, presentato interrogazioni e anche esposti durante l’ amministrazione Marino era stato il gruppo capitolino di Fratelli d’ Italia. Oggi l’ ex capogruppo, Fabrizio Ghera, rivendicala vittoria politica. «Abbiamo denunciato fin dall’ inizio che quegli aumenti erano illegittimi e segnalammo la vicenda alla Procura della Repubblica attraverso un esposto. In materia di trasporto pubblico la sinistra, in questi due anni e mezzo che ha mal governato Roma, non ha messo in campo nessun provvedimento migliorativo, solo aumenti e mazzate per i romani». Vin. Bis.
 
 

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