Le stime di bankitalia: calo a marzo
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fonte:
- La Sicilia.it
Roma. «L’ Italia ha dei numeri di crescita», dice il ministro dell’ Economia, Giulio Tremonti: «Certo cresciamo meno della Germania, che però 5 anni fa andava meno forte dell’ Italia. Noi dobbiamo fare di più». Mentre «rispetto a Inghilterra e Francia i nostro numeri sono più o meno uguali». Un quadro di fiducia, quello descritto da Tremonti. Che avverte: quelli che dicono cose diverse sono «detrattori non del governo ma dell’ Italia». Siamo fuori dalla crisi? Tremonti ribadisce l’ imprevedibilità dello scenario economico internazionale, ma, dice, «noi sappiamo che cosa dobbiamo fare: essere tranquilli, forti e andare avanti». Dopo un intervento del governo che «non è stato solo ragioneria», non solo tenuta dei conti ma anche «coesione sociale». «Questo ormai è il quarto anno della crisi», dice Tremonti. «Aspettiamo il quarto autunno. Ricordo il primo, il secondo, il terzo, l’ annuncio era la catastrofe, la caduta, la rottura sociale. In realtà non è stato così. Il Paese ha tenuto nel suo insieme. Sappiamo che ci sono persone, ci sono famiglie, ci sono aziende, e ci sono settori che hanno sentito i colpi della crisi,ma nell’ insieme l’ Italia ha tenuto». Ed è stato così, aggiunge il ministro dell’ Economia, anche «per come siamo fatti», e per valori come «la famiglia che è un pilastro molto solido per la tenuta sociale». E per «una geografia con ottomila comuni, c’ è chi dice che sono troppi, ma è meglio avere tanti comuni che non una grande metropoli con una periferia infernale intorno». E «tutto questo, penso, è stato anche per merito del governo, nell’ insieme il Paese ha tenuto, e questo – sottolinea Tremonti – in una crisi che non ha precedenti dalla fine della guerra non credo sia stato poco, e non è solo ragioneria». Tra i nodi Tremonti si sofferma sulla «grande questione» del Sud. «Il Mezzogiorno deve crescere. Non esiste una ricetta sola per l’ Italia, ci vuole una ricetta speciale per il Sud». E «dobbiamo investire sulle ferrovie», dice ancora il ministro dell’ Economia che sottolinea: «Non mancano i soldi, la follia è che non vengono spesi. E’ una cosa inaccettabile: il tasso di utilizzo dei fondi europei, che sono italiani e che sono enormi, se va bene è del 10/20%. Ma proprio se va bene. Ci sono regioni al 4%». Per chi amministra male, «la prima sanzione è il voto». Al Sud «qualcosa si sta muovendo, ma molto va fatto, perchè non può cambiare tutto in un giorno, con un atto, con un uomo. Bisogna cominciare e continuare». E della Banca del Mezzogiorno Tremonti dice, «è stata appena autorizzata. Il mio sogno è che sia una grandissima banca per il piccolo credito, non deve fare la grande finanza». Per il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, che commenta così le stime Istat sulla crescita nel primo trimestre dell’ anno, «la modesta crescita del Pil è in linea con le previsioni, sconta l’ accentuata ricostituzione delle scorte nei magazzini dell’ ultima parte dell’ anno trascorso, non risente ovviamente dei provvedimenti varati nei giorni scorsi per accelerare l’ incremento della produzione e del lavoro». Dai dati sul Pil emerge «che il Paese è fermo e che solo l’ agricoltura cresce», rileva il ministro delle Politiche agricole, Saverio Romano, sottolinando le «enormi opportunità» ma anche le «criticità» del settore. Che mostra vitalità, ma richiede anche impegno sui nodi da sciogliere, come ricordano gli agricoltori di Coldiretti e Cia. Per Confcommercio «si sgonfia la ripresa»: le stime Istat confermano i «timori sull’ esaurirsi della fase di ripresa dell’ economia italiana». Per il Codacons l’ Italia è «più lenta di una lumaca, la maglia nera d’ Europa». «Un Paese come il nostro ha la possibilità di crescere», dice il consigliere delegato di Intesa Sanpaolo, Corrado Passera: ma ci sono ostacoli da eliminare, come il fatto che «per prendere decisioni servono anni». E dal fronte sindacale il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, punta il dito contro il clima di conflitto nel Paese: «Bando ai litigi inutili, vanno trovati tutti gli elementi di cooperazione». Per il leader dell’ Ugl Giovanni Centrella «anche se incoraggiante, l’ andamento del Pil non basta: servono ancora cautela e tante riforme affinchè l’ Italia esca dal pantano della crisi». Tra i commenti dalla politica, per il responsabile economia del Pd, Stefano Fassina «l’ Italia continua a perdere colpi», ed anche perchè «non fa le riforme necessarie». Mentre dall’ Idv, Antonio Borghesi chiede al governo che «smetta di dire frottole» e vari «un piano concreto per la crescita». E. G.
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