24 Aprile 2014

Le spese galoppano, salari al palo

Le spese galoppano, salari al palo

 333 euro per l’ acqua, 308 per i rifiuti, 512 euro per la bolletta elettrica, 1.162 per il gas, 290 per il trasporto pubblico. A questi si aggiungono 8.184 euro per il mutuo della casa, e, per chi ha figli, 3.090 euro annuali per l’ asilo nido comunale. Siamo aduna stima totale di 13.879 euro di spesa media annua nel 2013-2014 per una famiglia “tipo” italiana. Questi i dati forniti da Cittadinanzattiva a cui si aggiungono poi le spese sanitarie, quantificate dall’ Istat in circa 900 euro nel 2012 per farmaci e visite specialistiche, e ancora i cosiddetti “contributi volontari” per la scuola, in media 70 euro ad anno scolastico per ogni figlio studente. Calcolando le cosiddette spese fisse, Cittadinanzattiva ha stimato che ormai una famiglia media italiana spende circa 14.845 euro l’ anno, a cui si devono aggiungere le spese per il cibo, l’ abbigliamento, l’ automobile, il telefono, ecc. Sempre dai dati Istat 2014 risulta che il 39,5 per cento delle famiglie non riesce a far fronte a spese impreviste e il 65,2 percento non riesce a risparmiare. Il 12 per cento ha bollette arretrate, il 5 per cento è in ritardo con la rata del mutuo o dell’ affitto, il 12 per cento ancora è in ritardo con il pagamento di altri debiti diversi dal mutuo. Tutto questo accade mentre l’ Ocse ci informa che l’ aumento del salario medio in Italia è inferiore al tasso d’ inflazione; dai dati dell’ Organizzazione risulta infatti che il salario medio italiano nel 2013 è aumentato dell’ 1,3 per cento rispetto all’ anno precedente, passando da 29.315 a 29.704 euro, ma l’ inflazione nello stesso periodo è salita dell’ 1,4 per cento. In assoluto, il Paese dell’ Eurozona con i salari lordi più alti è il Lussemburgo, con una media di 52.902 euro all’ anno nel 2013. Seguito da Olanda, Belgio, Germania, Finlandia e Austria, tutti sopra i 40 mila euro. L’ Italia, con una retribuzione media annua lorda di 29.704 euro, si trova in nona posizione, preceduta da Francia ed Irlanda. Per il Codacons «il fatto che olandesi, belgi, tedeschi e austriaci abbiano tutti salari sopra 40 mila euro dovrebbe far riflettere». Secondo i Consumatori «mentre negli altri Paesi dell’ Eurozona, dopo l’ arrivo dell’ euro, è stata salvaguardata la capacità di spesa delle famiglie, in Italia i salari sono rimasti al palo, mentre il costo della vita, le tariffe locali e le tasse raddoppiavano». Il divario così elevato con le retribuzioni degli altri Paesi, prosegue il Codacons, «dimostra anche che 80 euro in più in busta paga, per quanto apprezzabili, non possono certo bastare per rilanciare i consumi». Secondo i dati resi noti dall’ Istat, a marzo le retribuzioni contrattuali orarie sono rimaste ferme rispetto a febbraio. Alla fine di marzo la quota dei lavoratori dipendenti in attesa di rinnovo è del 61,9% nel totale dell’ economia e del 50,7% nel settore privato. Con lo scoppio della crisi, una crisi aggravata proprio dalla difficoltà delle famiglie di arrivare a fine mese, si sono addirittura congelati gli stipendi, facendo l’ opposto di quello che si sarebbe dovuto fare.
 

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