Le sigle dei consumatori invitano ai ricorsi
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fonte:
- Il Sole 24 Ore
Le sigle dei consumatori invitano ai ricorsi
ROMA ? È largamente condivisa la sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato parzialmente illegittima la legge sulla patente a punti. Non mancano, però, i distinguo e le perplessità sulle ripercussioni che si potranno avere per la sicurezza stradale.
Nel sottolineare che il parere dei giudici «è ineccepibile, assolutamente non va discusso né contestato», il ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Pietro Lunardi, ha precisato che poiché la Consulta ha ritenuto illegittima solo una parte della norma, «la patente a punti viene conservata, è valida e non viene cancellata». Il ministro ha anche ammesso che sull`articolo messo ora in discussione dai giudici anch`egli aveva avuto forti dubbi in sede di approvazione della legge.
Ha invece preso le distanze dalla decisione della Consulta il vice ministro delle Infrastrutture, Mario Tassone, che pur rispettando la sentenza non l`ha condivisa. Tassone ha, infatti, ricordato che nel dibattito parlamentare sul Codice della strada «l`automobile è stata identificata come un`arma», sicché il proprietario dell`auto ne deve rispondere, è asso? lutamente responsabile del suo utilizzo e deve sapere chi la utilizza. Per Tassone, perciò, la decisione dei giudici non è adeguata a garantire la sicurezza, tenuto conto che essi «per difendere il diritto soggettivo hanno colpito il diritto alla sicurezza».
A parere di Pierluigi Bersani, responsabile economico dei Ds, il Governo avrebbe potuto evitare questa brutta figura se avesse ascoltato i suggerimenti dell`opposizione. Bersani ha ricordato che nel dibattito parlamentare l`opposizione definì irragionevole che un proprietario di auto non identificato come trasgressore dovesse perdere punti sulla sua patente. Anna Donati (Verdi) ha auspicato una pronta correzione del testo per salvare «l`effetto virtuoso della patente a punti ed il suo effetto deterrente» e ha suggerito di sostituire la decurtazione dei punti con il fermo amministrativo del veicolo, vincolato alla gravità dell`infrazione.
L`Associazione dei giudici di pace ha intanto prospettato un aumento dei ricorsi da parte degli automobilisti che ritengono di poter contestare le multe ottenute. Gabriele Longo ha avvertito, però, che la sentenza della Corte non è retroattiva: perciò, in presenza di sentenze definitive o di termini scaduti per impugnare le contravvenzioni, non ci sono molte speranze per gli automobilisti di ribaltare le situazioni.
Estrema soddisfazione è stata espressa dal presidente dell`Aci, Franco Lucchesi, che ricorda di aver segnalato per primo l`illegittimità costituzionale della norma contestata. Lucchesi resta comunque convinto che la legge sulla patente a punti sia servita per salvare un rilevante numero di vite umane.
L`Adiconsum ha giudicato positiva la sentenza e ha accusato il Governo di voler continuare «a utilizzare strumenti repressivi invece di investire in prevenzione e sicurezza». A parere dall`Aduc, dopo questa decisione la Consulta dovrebbe prendere in considerazione anche tutti i vari ricorsi che riguardano le multe da autovelox comminate senza segnalare la presenza delle macchinette o senza fermare immediatamente il trasgressore. Molto esplicito Elio Lannutti (Intesaconsumatori) per il quale «le migliaia di automobilisti ai quali sono stati detratti i punti della patente o perché non hanno ricordato o perché si sono rifiutati di fare i delatori, hanno diritto di rivalsa e di congruo risarcimento danni verso il ministero delle Infrastrutture che non ha voluto mai ascoltare le ragioni degli utenti e dei consumatori».
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