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19 Ottobre 2019

Le scuole ad alto rischio: troppi tagli sul personale

la procura indaga per omessa vigilanza, si riaccende l’ allarme sicurezza sos dei sindacati: addio compresenze, pochi bidelli, sparite figure storiche
MILANO di Simona Ballatore «Siamo preoccupati, non dovrebbe mai e poi mai verificarsi un dramma come questo. Le condizioni in cui si lavora spesso espongono a rischi pesanti: servono più risorse e attenzione nella scuola per garantire sicurezza, lo denunciamo da anni». Caterina Spina, segretaria generale della Flc Cgil, attende gli accertamenti della procura su quanto successo ieri mattina nella scuola Pirelli di via Goffredo da Bussero: il bimbo di prima elementare è ancora gravissimo, è caduto per dieci metri, nella tromba delle scale. Si indaga per omessa vigilanza. «A scuola sono tutti distrutti – spiega – aspettano con ansia di avere notizie dall’ ospedale. Speriamo tutti che il bambino si riprenda. In questo momento siamo vicinissimi a lui e alla sua famiglia e, come sindacato, esprimiamo solidarietà anche a chi, in quella scuola, ogni giorno cerca di garantire tutte le migliori condizioni, dai docenti al preside e al personale scolastico». Perché resta il tema della sicurezza, in un sistema scolastico che in Lombardia anche quest’ anno sta facendo i conti con “falle” e carenze: a metà ottobre ci sono ancora cattedre vacanti, alcune classi attendono i supplenti, si lamenta la carenza di bidelli e personale ausiliario che – in caso di malattia – non viene neppure sostituito. «Non è che uno la vigilanza non la garantisce – sottolinea la sindacalista – ma c’ è una carenza di risorse evidenti sulle strutture scolastiche e sul personale. Negli ultimi 10 anni la scuola italiana sta pagando un prezzo altissimo rispetto ai bisogni che dovrebbero venire soddisfatti. Non si può lasciare al singolo insegnante un’ attenzione così delicata». Sotto la lente l’ organizzazione del lavoro. «Non abbiamo un organico stabile, che conosce la scuola, che non deve adattarsi ogni volta, nel giro di un giorno, alle diverse situazioni». Manca il personale tecnico e amministrativo. «Abbiamo chiesto un incremento a livello regionale, ma non è sufficiente – continua la sindacalista -. Le scuole sono state dimensionate, ci sono istituti che prima avevano tre plessi e oggi ne hanno cinque e non hanno personale che garantisca apertura, chiusura e vigilanza. A scuola ci si sta dalle 8.30 alle 16.30. Un tempo due insegnanti potevano avere momenti comuni, c’ era la compresenza che garantiva che quando facevi attività, spostavi i bambini all’ interno della scuola, si fosse in due. Adesso sposti anche 25 bambini da un punto all’ altro da solo, in strutture che anche se non presentano problemi hanno non sono a misura di bambino, con scalinate e quant’ altro, e senza personale lungo il percorso che possa aiutare o cogliere una svista. Quando fai tagli sul personale rischi pesantemente». Alcune figure di supporto negli anni sono sparite. «Fino al 2000 c’ erano i commessi del Comune anche nelle scuole elementari e persino in alcune civiche superiori», sottolinea Mario Vincenzo Gatto, che ha iniziato a lavorare come aiuto-commesso e da agosto è andato in pensione, lasciando il suo incarico di coordinatore con un rammarico: «Hanno distrutto e mandato all’ estinzione questa categoria storica, prima fondamentale per accogliere i bambini e le famiglie e garantire sorveglianza ad ogni piano, oltre alle tantissime mansioni che venivano affidate. Tutto è dato in appalto. I commessi sono scesi da 6.200 a poco più di 800. E da ottobre sono stati tolti anche in quindici nidi comunali. Ecco quello che si sta perdendo. Ecco cosa metti a rischio se continui a tagliare il personale». A poche ore dal dramma, arriva anche la denuncia del Codacons: «Troppi gli incidenti nelle scuole italiane. Chiediamo alla procura di svolgere accertamenti e verifiche su tutte le scuole della provincia, finalizzate ad accertare il livello di sicurezza degli istituti ed è ora che la magistratura svolga verifiche a tappeto su tale delicato aspetto che coinvolge la salute e l’ incolumità di studenti e personale scolastico». © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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