28 Settembre 2005

Le retribuzioni corrono più dell?inflazione






Più veloci dei prezzi. Le retribuzioni ad agosto hanno messo la quarta. E sono cresciute del 2,9% sorpassando l?inflazione rimasta a quota 2%. È il responso dell?Istat. Un verdetto che mette in cima alla classifica delle buste paga che il mese scorso hanno avuto gli incrementi maggiori, quelle di militari e forze dell?ordine seguite a ruota dall?agricoltura e dal commercio. Stellette e mostrine, infatti, hanno avuto stipendi più ricchi del 12%. Una crescita decisamente maggiore dell?incremento medio. Assicuratori (+1,4%) e colletti bianchi, invece, si sono dovuti accontentare di uno sbiadito ritocco: +0,1%. Un trend positivo quello appena archiviato sottolineato dal sottosegretario del Welfare, Maurizio Sacconi che proprio ieri ha messo in evidenza la necessità di riformare il modello contrattuale. Di tutt?altro avviso invece i sindacati: per la Cisl, la crescita di stipendi e salari è solo «un?illusione ottica» ed è determinata in parte «da alcune anomalie di alcuni contratti particolari, come – per l?appunto – quelli dei militari e delle forze dell?ordine». La Fiom, poi, alza ancora di più il tiro. E denuncia che le retribuzioni dei metalmeccanici «vanno sempre peggio». Una sentenza condivisa anche dai consumatori del Codacons che ieri hanno messo a punto una classifica europea sulle buste paga più pesanti. Il risultato: i metalmeccanici italiani si piazzano al penultimo posto della classifica davanti solo ai portoghesi, con una retribuzione netta annua di appena 11 mila euro. E un potere d?acquisto che basta a riempire appena sette carrelli della spesa l?anno. In pratica – a conti fatti – uno ogni due mesi. In cima alla classifica ci sono – un verdetto un po? a sorpresa – gli irlandesi. Insomma, i dati dell?Istat non convincono i sindacati. E le tute blu sono il vero pomo della discordia. Anzi lo sono a tal punto da scatenare una sorta di vero e proprio botta e risposta tra governo e rappresentanti dei lavoratori. Secondo il sottosegretario al Welfare Maurizio Sacconi l?unica situazione sofferente nell`andamento delle retribuzioni ad agosto è rappresentata proprio da questa categoria di lavoratori sulla quale pesa «l?ideologismo di un?organizzazione che rifiuta a priori la possibilità di quello scambio virtuoso tra salari e flessibilità». Per Giorgio Cremaschi, segretario confederale della Fiom, alla vigilia dello sciopero di domani «accanto ai tanti scandali che costellano la politica del Paese ce n?è anche uno piccolo e ridicolo, quello di un sottosegretario al Lavoro che si comporta come una specie di ultrà delle aziende». Insomma è polemica. Infine oltre alle retribuzioni, c?è da registrare anche un altro incremento legato ad agosto, mese nel quale sono cresciute anche le ore di sciopero con una concentrazione proprio nel settore metalmeccanico. Da gennaio a giugno del 2005 sono state totalizzate 3,4 milioni di ore non lavorate, il 19% in più rispetto allo stesso periodo dell?anno precedente. E sempre ad agosto la quota di dipendenti in attesa di rinnovo, relativamente all?intera economia, è pari al 46%. Quanto aspettano? In media circa tredici mesi.


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