13 Dicembre 2021

Le reti locali del gas: 194 gestori Giungla di controlli e competenze

 

Ravanusa non è un caso isolato. Secondo il rapporto di Cig, il Comitato italiano gas, che lo stila su mandato dell’autorità di vigilanza Arera, nel 2019 (ultimi dati disponibili) gli incidenti su rete di distribuzione gas sono stati 11 (2 su parte interrata, 5 su parte aerea; 3 sul gruppo di misura, 1 evento complesso)e han fatto 2 morti e 11 feriti. Il problema non è nella rete nazionale ad alta e media pressione, estesa per 32.647 mila chilometri e ben gestita da Snam, ma per quella a bassa pressione, lunga oltre 265 mila chilometri e di competenza di una pluralità di gestori piccoli, medi e grandi: ben 194. A volte è stata rinnovata e monitorata, altre no. E ogni tanto qualcosa va storto e si piangono vittime innocenti. Come a Ravanusa. CODACONS ALL’ATTACCO «Questo – denuncia Giovanni Petrone, presidente di Codacons Sicilia – è un incidente annunciato, se è vero che si sentiva da giorni odore di gas e non si è intervenuti. Il problema è purtroppo strutturale. Non vogliamo attendere passivamente un’altra Ravanusa. La rete siciliana, e non solo, è a macchia di leopardo, in parte molto vecchia, anche di 40 anni, in parte rinnovata. E a tratti è lasciata a se stessa. Fino a che funziona. Normalmente – prosegue – si interviene solo se ci sono perdite segnalate, altrimenti si procede sulla base di interventi di sostituzione programmati a seconda delle disponibilità economiche delle aziende di distribuzione. Basta per garantire la sicurezza? Noi non ci fidiamo più. Vogliamo sapere quali sono i protocolli di manutenzione e sostituzione delle tubature più vecchie e vogliamo che l’Autorità dell’elettricità e del gas si faccia garante della sicurezza». INCIDENTI DOMESTICI IN AUMENTO Gli incidenti nel 2019 sono stati 157, in crescita dai 138 del 2018 e i 120 del 2015. La principale causa degli incidenti, 22%, è attribuibile ad apparecchi non correttamente manutenuti e malfunzionanti, ricade invece il 19% degli incidenti nella evacuazione dei prodotti della combustione non idonea o mancante. L’installazione irregolare ha provocato il 12% degli incidenti, il 10% degli infortuni e il 39% dei morti. La carenza di manutenzione il 10% degli incidenti e il 9% degli infortunati. L’AUTORITÀAUTORITÀ: PREMI E PENALITÀ DAL 2010-2012 L’Autorità gas incentiva il rinnovamento delle reti. Dal 2010-2012 è previsto un meccanismo di premi e penalità che «incentiva il miglioramento della sicurezza del servizio di distribuzione attraverso due componenti: la prima, la componente dispersioni, finalizzata alla riduzione delle dispersioni di gas ocalizzate su segnalazione di terzi,e la seconda, la componente odorizzazione del gas». Gli obblighi di sicurezza del servizio comprendono anche la sostituzione della rete in ghisa con giunti canapa e piombo. E il giudizio è tutto sommato positivo. Secondo l’Autorità «i piani di ri-sanamento della rete in ghisa con giunti canapa e piombo e della rete in acciaio non protetta catodicamente sono in linea con gli obblighi fissati dall’AutoritàAutorità» ed è «in crescita la copertura del telecontrollo dei sistemi di protezione catodica delle reti e dei gruppi di riduzione finali». IL COMITATO ITALIANO GAS SI DIFENDE «Considerando 11 incidenti su 260 mila chilometri di rete – osserva Eduardo Di Benedetto, presidente del Comitato italiano gas, che difende a spada tratta gli operatori – direi che le reti di distribuzione sono gestite non bene, benissimo. Non vedo anelli deboli. Il settore è ben normato, anche per la manutenzione. Le reti a bassa pressione hanno un obbligo di ispezione ogni 3 anni, quelle a media ogni 2. C’è un obbligo di sostituire le vecchie tubazioni in ghisa con giunti canapa/piombo, e mi pare che le aziende lo stiano progressivamente attuando. Sulle tubazioni più recenti, in acciaio o polietilene, non c’è un obbligo di sostituzione ed è il gestore che valuta sula base delle ispezioni.E se gli obblighi non vengono rispettati, si viene sottoposti a sanzioni dall’Arera».

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