4 Gennaio 2005

Le regole dei buoni affari

Le regole dei buoni affari

SECONDO L?INTESA DEI CONSUMATORI

Dieci regole per fare buoni affari nella stagione dei saldi. Per evitare «possibili trabocchetti», l?Intesa dei Consumatori mette in guardia gli amanti dello shopping alla ricerca di capi scontati. Conservare sempre lo scontrino e servirsi preferibilmente nei negozi di fiducia sono i primi consigli che Codacons, Adusbef, Federconsumatori ed Adoc rivolgono. C?è dell?altro: prima di acquistare è meglio far e un giro in diversi negozi, così da realmente verificare i prezzi. Ma anche per i commercianti i saldi quest?anno sono «un?occasione da non perdere: un fallimento pure in questa circostanza avrebbe ripercussioni molto negative sui consumi, già in caduta libera. Per questo si spera – afferma l?Intesa dei Consumatori – che i prezzi vengano abbassati significativamente e che i consumatori possano trovare nei negozi occasioni vere, con un buon rapporto qualità prezzo ed inoltre correttezza e buona fede». Ecco il vademecum per la «caccia all?affare». ? Conservare sempre lo scontrino. Non è vero che i capi in saldo non si possono cambiare. Il negoziante è obbligato a sostituire l?articolo difettoso, anche se dichiara che i capi in «svendita» non si possono cambiare. Ma la grande novità è che non c?è più bisogno di denunciare «i vizi al venditore entro otto giorni dalla scoperta». Un decreto legislativo del 2002 ha stabilito, infatti, che il consumatore deve denunciare «al venditore il difetto di conformità entro il termine di due mesi dalla data in cui lo ha scoperto». ? Le vendite devono essere realmente di fine stagione. La merce posta in vendita sotto la voce « saldo» dev?essere l?avanzo di quella della stagione che sta finendo e non fondi di magazzino. Le vendite di fine stagione, secondo la legge, riguardano i prodotti, di carattere stagionale o di moda, suscettibili di notevole deprezzamento se non vengono venduti entro un certo periodo di tempo. Gli articoli vecchi non stanno rischiando un forte deprezzamento, perché sono ormai andati fuori moda e dunque sono già deprezzati. «Diffidate degli sconti superiori al 50% – consiglia l?Intesa dei Consumatori – perché spesso nascondono merce non proprio nuova». ? Acquistare nei negozi di fiducia. «Servitevi preferibilmente nei negozi di fiducia o acquistate merce della quale conoscete già il prezzo o la qualità – spiega l?Intesa – in modo da poter valutare liberamente ed autonomamente la convenienza dell?acquisto». ? Diffidare di vetrine che non espongono la merce . Diffidare delle vetrine coperte da manifesti, che non consentono di vedere la merce, e dei marchi molto simili a quelli noti. Verificare che il prodotto offerto in vetrina sia lo stesso che verrà presentato in negozio. ? Pubblicità. «Sulla merce è obbligatorio il cartellino che indica il vecchio prezzo, il nuovo ed il valore percentuale dello sconto applicato. Il prezzo dev? essere inoltre esposto in modo chiaro e ben leggibile» aggiungo i Consumatori. «I messaggi pubblicitari devono essere presentati in modo non ingannevole». ? Prova dei capi. Non c?è l?obbligo. È rimesso alla discrezionalità del negoziante. Il consiglio è diffidare dei capi di abbigliamento che possono essere solo guardati e non provati. Controllare attentamente l?etichetta e la taglia. ? Consigli per gli acquisti. « Non fermatevi mai al primo negozio che propone sconti, ma confrontate i prezzi con quelli esposti in altri esercizi» sottolinea l?Intesa dei Consumatori: «Meglio se avete tenuto d?occhio un capo o una merce, annotando il vecchio prezzo». ? Disposizione della merce. C ontrollare che fra la merce in saldo non ce ne sia di nuova a prezzo pieno. La merce vecchia offerta in saldo dev?essere separata dalla nuova. ? Pagamenti. Nei negozi che espongono in vetrina l?adesivo della carta di credito o del bancomat, il commerciante è obbligato ad accettare queste forme di pagamento anche per i saldi. ? Fregature. «Se pensate di avere preso una fregatura – concludono i Consumatori – rivolgetevi ad una delle associazioni dell?Intesa, all?ufficio c omunale per il Commercio o ai vigili urbani».

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