Le ragioni di chi voterà «Sì»
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fonte:
- La Sicilia.it
Il dibattito in queste giornate pre referendarie è stato incentrato soprattutto sull`abolizione delle limitazioni dell`articolo 18 che prevede l`obbligo del reintegro solo per le aziende con più di 15 dipendenti. Ma c`è anche quello sulle servitù coattive per gli elettrodotti. Votando sì nel primo referendum, quello sull`articolo 18, scheda celeste, si abroga, limitatamente alle procedure per il reintegro del dipendente licenziato senza giusta causa, le differenze tra le aziende con più di 15 dipendenti e quelle che ne hanno di meno. Votando sì per il secondo referendum, quello sulle servitù coattive per gli elettrodotti, scheda arancione, si abroga l`obbligo per i proprietari di terreni di fare passare i tralicci e le linee per gli elettrodotti.
Per il «Sì» alla modifica dell`articolo 18 si sono schierati la Cgil, il partito della Rifondazione comunista, i Verdi. Ieri è intervenuto il segretario provinciale della Cgil Piero Mangione: «Le votazioni per il rinnovo di molte amministrazioni comunali e del Governo della Provincia, gli echi, i commenti e gli assetti di Giunta hanno eclissato il referendum sull`articolo 18 in tutte le sedi di dibattito televisivo e persino nei posti di ritrovo e di lavoro. Eppure riveste una grande importanza per gli effetti immediati e i riflessi sul mercato del lavoro, oggi oggetto di un riassetto legislativo che la Cgil vuole orientare verso un alleggerimento dei diritti per chi ce l`ha e la loro estensione all`ampio mondo del precariato, degli atipici che non li hanno. La Cgil è coerente con le lotte che hanno animato il 2002/2003 e quindi invita tutti i cittadini ad andare a votare ed indica di votare sì.
Elettrodotti. Per il sì all`abrogazione della servitù coattiva ieri si sono espressi anche i Verdi ed il Codacons Sicilia. I Verdi come ha reso noto il deputato regionale Calogero Micciché chiuderanno la campagna per i due «Sì» a Raffadali, in piazza Progresso. Alle 21,15 ci sarà anche un concerto conb la band favarese dei Testa Kueta e dei raffadalesi Eskimio. «Daremo un segnale ? ha detto Micciché ? dell`inizio di una nuova resistenza contro chi vuole precarizzarci legalmente anche l`aria che respiriamo».
Il Codacons Sicilia in una nota ha reso noto che si batterà perché vincano i «Sì» perché «ognuno di noi possa decidere se fare passare nel proprio terreno o sulla propria testa impianti pericolosi per la salute e per l`ambiente. Con la scusa del servizio pubblico l`Italia è stata trasformata in una pattumiera di antenne e presto anche di cementifici e inceneritori da costruire accanto ai nostri giardini. Il Codacons ha anche ricordato una statistica secondo cui l`Istituto superiore di Sanità e l`Ispel hanno accertato che vivere nelle vicinanze di un traliccio dell`energia elettrica comporta il 20 per cento in più di rischio di contrarre la leucemia infantile.
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