5 Settembre 2012

Le protesi al seno: «sì» agli espianti

Le protesi al seno: «sì» agli espianti

Tutte le donne che non si sentano sicure e vogliano procedere all’ espianto delle protesi al seno Pip, devono poterlo fare, a carico del Servizio sanitario nazionale, anche dove non vi fosse una esplicita prescrizione medica. È questo l’ orientamento che emerge da un’ ordinanza del Consiglio di Stato, che ha respinto il ricorso presentato dal ministero della Salute contro il Codacons. Tornano così alla ribalta le protesi mammarie, di produzione francese e importate in Italia, già più volte finite nell’ occhio del ciclone perché accusate di essere dannose e di provocare infiammazioni, e diventate per questo oggetto di inchieste e di richieste di risarcimento danni. Un capitolo di questa storia lo ha aperto il Codacons, quando si è rivolto al Tar del Lazio contro un provvedimento emanato dal ministero della Salute che, tra le altre cose, fissava dei «limiti» all’ espianto e al reimpianto delle protesi non idonee, prevedendo l’ espianto a carico del Sistema Sanitario Nazionale solo in presenza di danni fisici o di precisa indicazione medica. La richiesta avanzata nei mesi scorsi dall’ associazione dei consumatori era una revisione dell’ ordinanza ministeriale.
 
 

 

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