17 Luglio 2005

LE PREDICHE INUTILI DELLA FALLACI AD UN PAESE SENZA IDENTITÀ

LE PREDICHE INUTILI DELLA FALLACI AD UN PAESE SENZA IDENTITÀ




È malata. Potrebbe fregarsene: tanto quello che aveva da dire l ha detto. Affari nostri se abbiamo deciso di non prendere sul serio Oriana Fallaci quando parla di nazismo islamico. Però lei va avanti lo stesso. Anche ieri quando sulle colonne del Corriere della Sera ha risposto a quanti le chiedevano di dire qualcosa dopo i fatti di Londra. Un pezzo di rara bravura stilistica (come sempre) e di preziosa analisi. Due pagine intense che consolidano il pensiero della signora Fallaci, nulla aggiungendo; ne è consapevole lei stessa quando, rispondendo a chi le chiedeva di rompere il silenzio dopo la strage del 7 luglio, scrive: cos altro devo dire?!? Già, cos altro deve dire Oriana Fallaci? È stata la prima a descrivere la tragedia dell undici settembre accompagnando il lettore in un ragionamento sostenuto sì dalla passione, dalla rabbia e dall orgoglio ma mai debole nella robustezza dell analisi. È stata la prima giornalista a parlare a chiare lettere, prendendo a calci il politically correct e rifiutando qualsiasi anestetico lessicale che preferisce parlare di attentatori e non di terroristi, di terrorismo islamista e non islamico. Ha scritto tre libri, venduto centinaia di migliaia di copie (arricchendo non solo la Rizzoli ma anche lo stesso Corriere, la cui linea editoriale non mi sembra particolarmente in sintonia con la sua firma di punta), parla chiaro ed inequivocabilmente. È sotto processo per questo e rischia – come lei stessa molte volte ha sottolineato – più anni di galera di un islamico sorpreso con dell esplosivo in cantina. È sotto processo per le sue idee perché nella democratica Italia esiste ancora un articolo del Codice penale fascista che serve per mettere il bavaglio a chi rompe, a chi non sta al proprio …posto: il reato d opinione, la cui abrogazione è uno dei pallini della Lega e del suo ministro Roberto Castelli. E in altri potrebbe essere coinvolta. Cosa deve dire, di più, Oriana Fallaci? Cosa deve dire a questa Italia di rammoliti, di mammalucchi, di mammoni viziati che per dna va a letto con il carnefice, che tratta il nemico come amico? Niente, signora Fallaci, non deve dire più niente: sono prediche inutili. Non c è peggior sordo di chi non vuol sentire… Un signore di nome Umberto Bossi ha predicato prima di lei: ha pagato con la salute il suo impegno politico, la sua voglia di cambiare le cose. Ha parlato di Europa superStato nazista che cancella le identità; ha previsto Forcolandia quando Bruxelles stava architettando il mandato d arresto europeo per mettere un super bavaglio. È toccato ai francesi e agli olandesi dare la spallata all Euro-Rotary, al Leviatano di Bruxelles: se aspettavamo gli italiani, campa cavallo… Ha visto, signora Fallaci, come è finita con il mandato d arresto? È finita che, comunque, gliel abbiamo data vinta e se non fosse stato per la testardaggine di Castelli, lei rischiava di passare i suoi giorni futuri a dar retta a tutti i tribunali d Europa. Così lei, ugualmente, ha avvertito lucidamente del pericolo che stiamo correndo. Del Mostro che ha deciso di eliminarci fisicamente e di distruggere i nostri princìpi, i nostri valori. Del nazismo islamico, lei ha parlato; della guerra all Occidente che loro ci hanno dichiarato, del culto della morte e del suicidio dell Europa che non è più Europa ma Eurabia. Dell Europa che si sta scavando la propria tomba. Sono quattro anni che scrive di questo. Che vende per questo. Ma poi… Ma poi, anche lei ammette: non è cambiato nulla. Sappiamo che ci verranno a colpire e sappiamo anche che ci faranno molto male: c è chi parla di un possibile attentato chimico e c è chi dice che attaccheranno uno di quei monumenti per cui siamo conosciuti all estero. Una cosa è certa: ci colpiranno, così come ci hanno promesso; perché sanno che siamo un Paese di mollacchioni, di bamba, di buonisti fino al midollo. Abbiamo una destra che vuole dare il voto agli immigrati. E abbiamo una sinistra che perde una giornata del suo tempo a sgridare D Alema per aver detto che non abbiamo l anello al naso : per non dire poi di tutte le altre lacerazioni che rendono l Ulivo inaffidabile per governare. Abbiamo associazioni come il Codacons che denunciano Oriana Fallaci per odio razziale e religioso e incitamento alla violenza, oppure leghe islamiche come questa Islamic Anti-Defamation League che non ha perso tempo a scagliarsi contro la giornalista e a solidarizzare con la comunità cattolica. Mi sia consentito, da cattolico, sentirmi un po più rappresentato dalla Fallaci che da questa league islamica. Mi piacerebbe sapere se il Corsera prenderà le difese della Fallaci apertamente oppure la lascerà nel limbo dei liberi pensatori. Così come mi piacerebbe sapere il pensiero del cosiddetto islam moderato: con chi sta? Noi stiamo con lei, condividiamo che non ci concederanno sconti: ha voglia il ministro Pisanu a ballare sulle punte, a dire che stiamo facendo tutto il massimo possibile. Abbiamo fatto la nostra bella retatina di sospettati, abbiamo sequestrato un po di materiale, abbiamo rispedito al mittente qualche scalmanato: ma non abbiamo cambiato la nostra testa, il modus operandi contro questa gente. I Palazzi hanno paura a chiamare il pericolo con il suo vero nome: Mostro. E quella mosca bianca che lo fa – la Lega – viene accusata delle peggior cose: razzismo, xenofobia, fascismo. Viene confinata nel recinto dell estrema destra, per impaurire quei cittadini moderati che sotto sotto pensano che il Carroccio è sulla buona strada. Apartheid culturale: ecco la vera operazione propagandistica che una certa politica ovattata sta compiendo. Certo, le parole della Fallaci non aiutano l esclusione della Lega. Soprattutto perché sono scritte su un prestigioso quotidiano che la pubblica più per necessità di marketing (e di vendita) che per convinzione editoriale. Una politichetta che perde tempo a pensare a come farsi reciprocamente le scarpe, come fa a capire che l Islam e la sua cultura di morte è pari al nazismo, che ci trascina in una guerra che nessuno voleva, che mira a restare l unica civiltà dominante e per questo non esclude terrore su terrore? No, signora Fallaci, sono prediche inutili, le sue: belle, appassionate, drammaticamente vere: ma che questo Paese di rammolliti non prenderà mai sul serio, fino a tradurle in una azione politica. Fino a cambiare la propria testa abbandonando quel pacifismo di maniera, quel buonismo pilatesco, quell umanitarismo di facciata per cui prendiamo le difese di un clandestino irregolare che non paga il biglietto, che scappa alle regole, che non riconosce l autorità pubblica e l offende. Questa è l Italia della lacrimuccia facile: quella che fa le inchieste sui cani abbandonati (grave, certo…) ma non martella sugli anziani abbandonati negli ospizi, lasciati soli in casa. Questa è la gente e la politica cui parla (invano) Oriana Fallaci. Gente che ha barattato la propria identità con la globalizzazione, senza mai interrogarsi seriamente su quali danni avrebbe causato. E quando l ha fatto, ha creduto che fronteggiare la globalizzazione significava boicottare le multinazionali. Quanta dabbenaggine questi no global con le Nike ai piedi e la Coca Cola in mano. Abbiamo ammainato le bandiere, abbiamo consegnato ai raccoglitori di numismatica le monete nazionali, abbiamo tradito i nostri piccoli imprenditori non avvertendoli che l errore di delocalizzare oggi l avrebbero pagato a carissimo prezzo domani. Abbiamo consentito l ingresso di extracomunitari senza domandarci quale sarebbe stato il contraccolpo in termini di legalità e ancor prima di socialità; senza studiare le ricadute antropologiche, culturali e religiose. Per mantenere questo multiculturalismo ideologico, spendiamo fior fiore di miliardi, a danno dei giovani e delle famiglie. Siamo stati governati per decenni da una classe politica che preferiva tirare a campare che tirare le cuoia: ora quella classe politica si sta riorganizzando per tirare a campare ancora un po , con la Lega e Rifondazione fuori dalle scatole. È una classe politica che ha fatto proprio un proverbio siciliano: abbassati, chinati, che passa la piena… È passata la piena del terrorismo interno, credono che passerà anche quello islamico. Oriana Fallaci chiude il suo articolo con le stesse frasi con cui si congedò nel pezzo post undici settembre, citando Churchill. “Verseremo lacrime e sangue“. È drammaticamente vero ma abbiamo deciso di far finta di niente. Almeno, fino a quel giorno… Gianluigi Paragone DÌ LA TUA SCRIVENDO A [email protected] Roberto Castelli* Due notizie per me ugualmente agghiaccianti. Su Telepadania, e solo lì, questa settimana passano le immagini di decine di extracomunitari che in una piazza di una città italiana brindano e ballano per festeggiare l attentato di Londra. Sono contenti, evidentemente perché un po di cani infedeli sono stati fatti a pezzi. Per queste immagini si indignano solo gli uomini della Lega. Per gli altri media, tutti gli altri, la notizia non esiste neppure. Oggi sul Corriere della Sera Oriana Fallaci lancia il suo ennesimo appello. Forte, aspro e appassionato. Il Codacons la denuncia per istigazione all odio razziale, in spregio ad ogni principio di libertà e democrazia. Il dramma italiano è tutto qui. Siamo noi stessi i primi complici del terrorismo islamico. I buonisti, i masso-comunisti, i catto-musulmani sono persino convinti di essere culturalmente avanzati, illuminati, intelligenti. Invece sono solo vili. È molto più comodo chiudere gli occhi, non vedere, illudersi che i terroristi sono pochi cattivi in un mare di islamici buoni. Inutile cercare di convincerli che la realtà è diversa, ed è quella che descrive la Fallaci. Aprire gli occhi sulla verità sarebbe per loro troppo duro, troppo scomodo. E allora che fare? Bisogna chiamare a raccolta tutti, donne e uomini di buona volontà, ma soprattutto coloro i quali sanno guardare il mondo senza deformanti ma rassicuranti lenti ideologiche. Gli islamici integralisti, che oggi sono l acqua in cui nuotano i terroristi, odiano i Cristiani e l Occidente. Bisogna dare vita ad una dura battaglia combattatuta con le armi della legalità, della civiltà e della democrazia. Ma soprattutto con il cuore e con un po di coraggio. * Ministro della Giustizia [Data pubblicazione: 17/07/2005].
Gianluigi Paragone Èmalata. Potrebbe fregarsene: tanto quello che aveva da dire l ha detto. Affari nostri se abbiamo deciso di non prendere sul serio Oriana Fallaci quando parla di nazismo islamico. Però lei va avanti lo stesso. Anche ieri quando sulle colonne del Corriere della Sera ha risposto a quanti le chiedevano di dire qualcosa dopo i fatti di Londra. Un pezzo di rara bravura stilistica (come sempre) e di preziosa analisi. Due pagine intense che consolidano il pensiero della signora Fallaci, nulla aggiungendo; ne è consapevole lei stessa quando, rispondendo a chi le chiedeva di rompere il silenzio dopo la strage del 7 luglio, scrive: cos altro devo dire?!? Già, cos altro deve dire Oriana Fallaci? È stata la prima a descrivere la tragedia dell undici settembre accompagnando il lettore in un ragionamento sostenuto sì dalla passione, dalla rabbia e dall orgoglio ma mai debole nella robustezza dell analisi. È stata la prima giornalista a parlare a chiare lettere, prendendo a calci il politically correct e rifiutando qualsiasi anestetico lessicale che preferisce parlare di attentatori e non di terroristi, di terrorismo islamista e non islamico. Ha scritto tre libri, venduto centinaia di migliaia di copie (arricchendo non solo la Rizzoli ma anche lo stesso Corriere, la cui linea editoriale non mi sembra particolarmente in sintonia con la sua firma di punta), parla chiaro ed inequivocabilmente. È sotto processo per questo e rischia – come lei stessa molte volte ha sottolineato – più anni di galera di un islamico sorpreso con dell esplosivo in cantina. È sotto processo per le sue idee perché nella democratica Italia esiste ancora un articolo del Codice penale fascista che serve per mettere il bavaglio a chi rompe, a chi non sta al proprio …posto: il reato d opinione, la cui abrogazione è uno dei pallini della Lega e del suo ministro Roberto Castelli. E in altri potrebbe essere coinvolta. Cosa deve dire, di più, Oriana Fallaci? Cosa deve dire a questa Italia di rammoliti, di mammalucchi, di mammoni viziati che per dna va a letto con il carnefice, che tratta il nemico come amico? Niente, signora Fallaci, non deve dire più niente: sono prediche inutili. Non c è peggior sordo di chi non vuol sentire… Un signore di nome Umberto Bossi ha predicato prima di lei: ha pagato con la salute il suo impegno politico, la sua voglia di cambiare le cose. Ha parlato di Europa superStato nazista che cancella le identità; ha previsto Forcolandia quando Bruxelles stava architettando il mandato d arresto europeo per mettere un super bavaglio. È toccato ai francesi e agli olandesi dare la spallata all Euro-Rotary, al Leviatano di Bruxelles: se aspettavamo gli italiani, campa cavallo… Ha visto, signora Fallaci, come è finita con il mandato d arresto? È finita che, comunque, gliel abbiamo data vinta e se non fosse stato per la testardaggine di Castelli, lei rischiava di passare i suoi giorni futuri a dar retta a tutti i tribunali d Europa. Così lei, ugualmente, ha avvertito lucidamente del pericolo che stiamo correndo. Del Mostro che ha deciso di eliminarci fisicamente e di distruggere i nostri princìpi, i nostri valori. Del nazismo islamico, lei ha parlato; della guerra all Occidente che loro ci hanno dichiarato, del culto della morte e del suicidio dell Europa che non è più Europa ma Eurabia. Dell Europa che si sta scavando la propria tomba. Sono quattro anni che scrive di questo. Che vende per questo. Ma poi… Ma poi, anche lei ammette: non è cambiato nulla. Sappiamo che ci verranno a colpire e sappiamo anche che ci faranno molto male: c è chi parla di un possibile attentato chimico e c è chi dice che attaccheranno uno di quei monumenti per cui siamo conosciuti all estero. Una cosa è certa: ci colpiranno, così come ci hanno promesso; perché sanno che siamo un Paese di mollacchioni, di bamba, di buonisti fino al midollo. Abbiamo una destra che vuole dare il voto agli immigrati. E abbiamo una sinistra che perde una giornata del suo tempo a sgridare D Alema per aver detto che non abbiamo l anello al naso : per non dire poi di tutte le altre lacerazioni che rendono l Ulivo inaffidabile per governare. Abbiamo associazioni come il Codacons che denunciano Oriana Fallaci per odio razziale e religioso e incitamento alla violenza, oppure leghe islamiche come questa Islamic Anti-Defamation League che non ha perso tempo a scagliarsi contro la giornalista e a solidarizzare con la comunità cattolica. Mi sia consentito, da cattolico, sentirmi un po più rappresentato dalla Fallaci che da questa league islamica. Mi piacerebbe sapere se il Corsera prenderà le difese della Fallaci apertamente oppure la lascerà nel limbo dei liberi pensatori. Così come mi piacerebbe sapere il pensiero del cosiddetto islam moderato: con chi sta? Noi stiamo con lei, condividiamo che non ci concederanno sconti: ha voglia il ministro Pisanu a ballare sulle punte, a dire che stiamo facendo tutto il massimo possibile. Abbiamo fatto la nostra bella retatina di sospettati, abbiamo sequestrato un po di materiale, abbiamo rispedito al mittente qualche scalmanato: ma non abbiamo cambiato la nostra testa, il modus operandi contro questa gente. I Palazzi hanno paura a chiamare il pericolo con il suo vero nome: Mostro. E quella mosca bianca che lo fa – la Lega – viene accusata delle peggior cose: razzismo, xenofobia, fascismo. Viene confinata nel recinto dell estrema destra, per impaurire quei cittadini moderati che sotto sotto pensano che il Carroccio è sulla buona strada. Apartheid culturale: ecco la vera operazione propagandistica che una certa politica ovattata sta compiendo. Certo, le parole della Fallaci non aiutano l esclusione della Lega. Soprattutto perché sono scritte su un prestigioso quotidiano che la pubblica più per necessità di marketing (e di vendita) che per convinzione editoriale. Una politichetta che perde tempo a pensare a come farsi reciprocamente le scarpe, come fa a capire che l Islam e la sua cultura di morte è pari al nazismo, che ci trascina in una guerra che nessuno voleva, che mira a restare l unica civiltà dominante e per questo non esclude terrore su terrore? No, signora Fallaci, sono prediche inutili, le sue: belle, appassionate, drammaticamente vere: ma che questo Paese di rammolliti non prenderà mai sul serio, fino a tradurle in una azione politica. Fino a cambiare la propria testa abbandonando quel pacifismo di maniera, quel buonismo pilatesco, quell umanitarismo di facciata per cui prendiamo le difese di un clandestino irregolare che non paga il biglietto, che scappa alle regole, che non riconosce l autorità pubblica e l offende. Questa è l Italia della lacrimuccia facile: quella che fa le inchieste sui cani abbandonati (grave, certo…) ma non martella sugli anziani abbandonati negli ospizi, lasciati soli in casa. Questa è la gente e la politica cui parla (invano) Oriana Fallaci. Gente che ha barattato la propria identità con la globalizzazione, senza mai interrogarsi seriamente su quali danni avrebbe causato. E quando l ha fatto, ha creduto che fronteggiare la globalizzazione significava boicottare le multinazionali. Quanta dabbenaggine questi no global con le Nike ai piedi e la Coca Cola in mano. Abbiamo ammainato le bandiere, abbiamo consegnato ai raccoglitori di numismatica le monete nazionali, abbiamo tradito i nostri piccoli imprenditori non avvertendoli che l errore di delocalizzare oggi l avrebbero pagato a carissimo prezzo domani. Abbiamo consentito l ingresso di extracomunitari senza domandarci quale sarebbe stato il contraccolpo in termini di legalità e ancor prima di socialità; senza studiare le ricadute antropologiche, culturali e religiose. Per mantenere questo multiculturalismo ideologico, spendiamo fior fiore di miliardi, a danno dei giovani e delle famiglie. Siamo stati governati per decenni da una classe politica che preferiva tirare a campare che tirare le cuoia: ora quella classe politica si sta riorganizzando per tirare a campare ancora un po , con la Lega e Rifondazione fuori dalle scatole. È una classe politica che ha fatto proprio un proverbio siciliano: abbassati, chinati, che passa la piena… È passata la piena del terrorismo interno, credono che passerà anche quello islamico. Oriana Fallaci chiude il suo articolo con le stesse frasi con cui si congedò nel pezzo post undici settembre, citando Churchill. “Verseremo lacrime e sangue“. È drammaticamente vero ma abbiamo deciso di far finta di niente. Almeno, fino a quel giorno… Gianluigi Paragone DÌ LA TUA SCRIVENDO A [email protected] Roberto Castelli* Due notizie per me ugualmente agghiaccianti. Su Telepadania, e solo lì, questa settimana passano le immagini di decine di extracomunitari che in una piazza di una città italiana brindano e ballano per festeggiare l attentato di Londra. Sono contenti, evidentemente perché un po di cani infedeli sono stati fatti a pezzi. Per queste immagini si indignano solo gli uomini della Lega. Per gli altri media, tutti gli altri, la notizia non esiste neppure. Oggi sul Corriere della Sera Oriana Fallaci lancia il suo ennesimo appello. Forte, aspro e appassionato. Il Codacons la denuncia per istigazione all odio razziale, in spregio ad ogni principio di libertà e democrazia. Il dramma italiano è tutto qui. Siamo noi stessi i primi complici del terrorismo islamico. I buonisti, i masso-comunisti, i catto-musulmani sono persino convinti di essere culturalmente avanzati, illuminati, intelligenti. Invece sono solo vili. È molto più comodo chiudere gli occhi, non vedere, illudersi che i terroristi sono pochi cattivi in un mare di islamici buoni. Inutile cercare di convincerli che la realtà è diversa, ed è quella che descrive la Fallaci. Aprire gli occhi sulla verità sarebbe per loro troppo duro, troppo scomodo. E allora che fare? Bisogna chiamare a raccolta tutti, donne e uomini di buona volontà, ma soprattutto coloro i quali sanno guardare il mondo senza deformanti ma rassicuranti lenti ideologiche. Gli islamici integralisti, che oggi sono l acqua in cui nuotano i terroristi, odiano i Cristiani e l Occidente. Bisogna dare vita ad una dura battaglia combattatuta con le armi della legalità, della civiltà e della democrazia. Ma soprattutto con il cuore e con un po di coraggio.

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