Le Poste: “Oggi andrà meglio”
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fonte:
- Corriere del Veneto
VERONA – Ieri, dopo giorni di paralisi, la settimana delle Poste sembrava essere partita con il piede giusto, con bollettini e pensioni andati a buon fine. Ma a metà mattinata il sistema si è inchiodato di nuovo. E in tutta la provincia si sono ripetute le scene che si vedono da quando, mercoledì, un cambiamento del software ha mandato in palla l’ intero sistema nazionale. Sono ricomparsi i cartelli con le scritte «ufficio chiuso per guasti tecnici» e avvisi di possibili disguidi e rallentamenti. E come sempre, le pochi sedi funzionanti sono state prese d’ assalto. Da Bussolengo a Domegliara centinaia di persone hanno puntato su Pescantina, che a un certo punto è stata costretta a chiudere perché l’ ufficio scoppiava di gente. Per Poste Italiane un’ altra giornata da dimenticare. Sono le dieci quando arriva una nota dell’ azienda che esulta per la fine delle tribolazioni: «L’ operatività dei 219 uffici postali della provincia di Verona è ripresa regolarmente dopo che nei giorni scorsi si sono verificati rallentamenti a causa di problemi tecnici al software centrale. I pensionati che non hanno potuto riscuotere la pensione potranno ricevere il rateo mensile, con le consuete modalità, a partire da oggi. Poste Italiane si scusa con i cittadini per i disagi provocati» . Ma giusto il tempo di un giro degli uffici postali cittadini e l’ illusione dell’ operatività ritrovata svanisce. Dal centro alla periferia il sistema va a singhiozzo, con code che si allungano, gente imbufalita e pensionati in ansia per l’ impossibilità di riscuotere quelle poche centinaia di assegno necessarie per sopravvivere. C’ è chi esce con il portafoglio vuoto: «Non ho un euro in tasca, non so come fare la spesa» , si sfoga un anziano. C’ è chi si presenta davanti alle porte alle sette, nella speranza di incassare dopo giorni di attesa. Dal Saval a via Mameli le impiegate trovano all’ arrivo già la fila sul marciapiede. Per un po’ tutto sembra funzionare. Poi, alle 11, il sistema va in blocco. «Da giorni c’ è ressa e sentiamo cose irripetibili. Speriamo che questo calvario finisca -dicono stremati i dipendenti -. Consigliamo di presentarsi presto nei prossimi giorni. Il mattino il sistema sembra dare qualche segno di vita» . In centro, da via Cattaneo all’ Arsenale fino a piazza Isolo, non va meglio: qualche sprazzo di efficienza e poi di nuovo tutto nel pallone. Codacons invita chi ha subito danni dai disservizi a conservare le matrici dei bollettini e la prova dei danni dovuti ai ritardi: «Per evitare azioni giudiziarie, Poste Italiane ha annunciato di essere disponibile ad aprire un tavolo di conciliazione per risarcire i cittadini -riferisce Stefano Fanini, responsabile provinciale -. A breve sarà messa a disposizione una modulistica per ottenere i rimborsi» .
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