1 Novembre 2013

Le Poste e l’ agonia infinita di Alitalia

Le Poste e l’ agonia infinita di Alitalia

Air France azzera il valore della sua quota in Alitalia e spiega che non ha intenzione di buttare altri soldi, anche come partner industriale. Per tutta risposta il ministro Lupi conferma l’ impegno di un’ azienda come le Poste in quello che diventa a tutti gli effetti l’ ennesimo salvataggio di Stato effettuato con i nostri soldi. Quella di Alitalia, a cinque anni dall’ ultimo, tragico salvataggio, diventa a tutti gli effetti la barzelletta più scontata che ci sia. E sentire Lupi che dice di no alla “svendita” di quello che è a tutti gli effetti un vettore virtualmente fallito non fa ormai nemmeno più ridere. In questa infografica del Corriere della Sera vediamo i soci di Alitalia al 14 ottobre 2013: AIR FRANCE, LE POSTE E ALITALIA – Con Air France che si defila, il primo problema è la sottoscrizione dell’ aumento di capitale: Sì perché attualmente gli unici soldi entrati in Alitalia sono 65 milioni delle banche, più altri 65 degli azionisti principali (Intesa Sanpaolo e Atlantia con circa 26 milioni ciascuno, e Immsi con circa 13 milioni). E’ vero che in mattinata Alitalia ha diffuso una nota di precisazione in cui escludeva il rischio di interruzione dei voli, ricordando che l’ aumento di capitale è garantito da Poste e dalle due principali banche. Ma è pur vero che la compagnia continua a perdere, come testimoniano i dati comunicati ieri: il terzo trimestre chiuso con un utile netto di 7 milioni dai 27 di un anno prima “determinato dalla diminuzione dei proventi da traffico passeggeri ” e un utile operativo di 36 milioni da 50 nello stesso periodo del 2012. L’ Ebit dei primi 9 mesi negativo per 162 milioni in aumento (119 milioni). L’ indebitamento netto al 30 settembre a 813 milioni, in calo dagli 851 milioni di fine giugno. Il presidente Roberto Colaninno ha fatto sapere che a valle dell’ aumento di capitale lascerà l’ incarico per restare consigliere. Nel frattempo Lupi prende in giro l’ Europa, i consumatori e i contribuenti spiegando che le Poste hanno autonomamente espresso interesse per la compagnia più fallita che ci sia: “Le Poste, che sono una spa totalmente posseduta dal Tesoro che ha due miliardi di utili e investe ogni anno 500 milioni nello sviluppo hanno espresso un interesse a sottoscrivere l’ aumento per 75 milioni”. Ma il governo permetterà… “Il ruolo del governo non può che essere di attenzione rispetto al tema del trasporto aereo, agli asset strategici degli aeroporti e al tema sociale dell’ occupazione. È una sua competenza “. British Airways e Lufthansa, il rivale inglese e quello tedesco, invece interpretano l’ intervento come un “aiuto di Stato” e già si appellano a Bruxelles. “Non c’ è aiuto di Stato: l’ abbiamo scritto in risposta a Bruxelles. Stiamo soltanto svolgendo la nostra funzione strategica. Altro sarebbe stato se fosse intervenuta la Marzano perché in quel caso sarebbero state richieste allo Stato garanzie che avrebbero necessitato di un parere preventivo dell’ Ue, che ora non serve”. I BIGLIETTI E I CONSUMATORI – Nel frattempo il Codacons mette il dito nella piaga: Manel frattempo il Codacons si è rivolto all’ Enac, l’ ente nazionale per l’ aviazione civile: “Ci auguriamo che la situazione si risolva per il meglio- ha scritto l’ associazione dei consumatori- ma nel caso in cui la compagnia aerea dovesse risultare non in grado di assicurare la continuità dei collegamenti, l’ Enac dovrà interrompere immediatamente la vendita dei biglietti da parte dell’ azienda, e disporre il rimborso per chi ha già acquistato voli per i prossimi mesi”. Il tutto “nell’ ottica di offrire le necessarie garanzie agli utenti – ha sottolineato il Codacons – ed evitare il ripetersi di un nuovo caso Windjet che, come si ricorderà, coinvolse migliaia di passeggeri rimasti a terra a causa della sospensione di tutti i voli”. Lo spettro Windjet, che nell’ agosto del 2012 lasciò a terra 300 mila persone, è quello più temuto: “Ma non esiste, qui abbiamo già i turni di dicembre-spiega Fabrizio Mazza, Ugl Piloti -. L’ Alitalia è l’ Alitalia, esiste un passenger protection plan Iata, senza contare lo sky team e la sua ampissima rete di voli”. E poi c’ è il fondo di garanzia. “Ma è praticamente inutilizzabile – avverte Fortunato Giovannoni, presidente di Fiavet, la federazione italiana delle agenzie di viaggi e delle imprese del turismo – può intervenire in caso di calamità o per riportare italiani all’ estero in situazioni di emergenza, ma non in casi di fallimento. Lo ripetiamo da anni che serve modificarlo eppure ci riduciamo sempre all’ ultimo. Non è questo il caso – ci tiene a precisare Giovannoni- Alitalia non è ancora in una situazione così grave e fa parte della Iata (l’ International Air Transport Asso- ciation ndr), una garanzia in più”.

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