26 Ottobre 2020

Le piscine tornano a fermarsi per la pandemia: gli effetti devastanti continuano. La chiamata di Conte a Barelli

di Stefano Arcobelli Lo stop numero due delle piscine (fino al 24 novembre) per quello che tutti chiamano ormai il semi-lockdown è davvero un colpo duro da sopportare, al di là degli effetti economici. Dell’allarme lanciato dal presidente federale Paolo Barelli abbiamo scritto ieri, qui ci preme esprimere la solidarietà ad un mondo che sta per andare incontro ad un’altra drammatica mazzata. E anche ai giovani nuotatori che rischiano di perdersi in mancanza di attività agonistica proprio di domenica, come oggi. Vedremo se agli agonisti di interesse nazionale sarà consentito continuare ad allenarsi, ma certo per chi deve gestire gli impianti, i costi sono abnormi se il popolo dei nuotatori sarà costretto a fermarsi a lungo. E’ un argomento parziale, coinvolge lo sport e la vita di tutti gli italiani se non del mondo. La pandemia continua a stravolgere questo 2020. Fortunati coloro (in Nuova Zelanda, ad esempio), per non dire i ragazzi dell’Isl nella Bolla, che riescono a vivere in modo normale, a quei Paesi che si stanno organizzando. A quando il vaccino?

Barelli all’Italpress: “Non si capisce come si sia arrivati a una chiusura irriguardosa e ingiusta, anche tenendo conto degli oltre 200 controlli da parte dei Nas e dei soldi spesi per farli, nei centri natatori e nelle palestre d’Italia che fra l’altro hanno dato dei riscontri positivi nella lotta al contagio. Perché allora fare questi controlli? Il problema vero è l’inconsistenza dei provvedimenti che non sono stati presi negli ultimi 4 mesi per quanto concerne i mezzi pubblici e la scuola, che sono ambiti dove la diffusione del contagio è trasversale alla società italiana. Palestre e piscine hanno speso centinaia di migliaia di euro per adeguarsi alle norme e addirittura superarle, incrementando le disposizioni sul distanziamento e sul limite controllato di utenza”. Poi all’Ansa aggiunge: “Il governo sottovaluta la rete dello sport di base: se non ci sarà un ristoro immediato di 3 miliardi, è prevedibile un’inesorabile protesta sui territori. Perché ristoranti e bar restano aperti fino alle 18 e palestre e piscine chiudono tutto il giorno?. Il nuovo dpcm dimostra la totale insensibilità verso il mondo dello sport. Se non ci sono interventi immediati che permettano alla società sportive e ai gestori di palestre e piscine di credere ancora nel governo, ci sarà il fallimento totale. Quale è lo studio epidemiologico alla base di questa scelta. Perché il governo ha pensato ai banchi con le rotelle e non ha pensato a cablare la scuola per permettere realmente la didattica a distanza? Perché si penalizza l’unico settore che si è cablato, ovvero ha investito sulla sicurezza?. E’ inaccettabile: se domani mattina non mettono immediatamente 3 miliardi sul tavolo, come abbiamo già chiesto, per cercare di far stare in piedi lo sport e l’impiantistica italiana, sarà chiusura”, conclude il capo del nuoto che è deputato dell’opposizione.

Abbonamenti – Rimborsi in denaro degli abbonamenti a palestre, piscine e centri sportivi chiusi per effetto del nuovo Dpcm varato dal Governo. Lo chiede il Codacons, pronto a iniziative legali a tutela degli utenti italiani. “Ancora una volta si ripropone il problema dei rimborsi spettanti a chi ha pagato servizi come palestre e piscine di cui ora non potrà usufruire a causa delle chiusure decise dall’esecutivo – spiega il presidente Carlo Rienzi -. Con i decreti relativi al precedente lockdown il governo ha pensato bene di calpestare i diritti di milioni di consumatori riconoscendo loro solo il voucher, scatenando problemi e contenziosi a non finire tra cittadini e società che gestiscono i centri sportivi. Stavolta il Governo dovrà prevedere espressamente rimborsi in denaro per abbonamenti a palestre e piscine, proporzionali al periodo di chiusura degli impianti in caso contrario scatterà una denuncia del Codacons in Procura contro il Governo e contro il Premier Conte per il reato di truffa”. In Italia il costo medio di un abbonamento annuale in palestra è pari a 450 euro mentre i corsi di nuoto costano mediamente 650 euro all’anno, sostiene il Codancons, evidenziando che pertanto ogni abbonato alle palestre ha diritto in media a 37,5 euro di rimborso per le palestre e 54 euro circa per le piscine.

Aggiornamento 2 – La chiamata del Premier a Barelli / Dice Barelli: “Il presidente Conte mi ha chiamato nel pomeriggio dopo la conferenza stampa nella quale ha comunicato la chiusura di piscine e palestre fino al 24 novembre. Il premia ha promesso che il governo provvederà nell’immediatezza ad erogare ingenti contributi a fondo perduto per i danni causati dalla chiusura delle piscine e palestre. Ho spiegato al presidente Conte il disappunto dello sport e in particolare di quello del nuoto, delle piscine e delle palestre per la decisione di far chiudere gli impianti, decisione incomprensibile non motivata da valutazioni scientifiche e dopo 200 controlli effettuati dai Nas durante l’ultima settimana. I controlli effettuati hanno dimostrato la precisione dei gestori nell’applicare rigidi protocolli anti Covid a garanzia della salute degli utenti. Piscine e palestre dovevano almeno essere al pari di bar e ristoranti e restare aperte fino alle 18; cosi è stata una ingiustizia indigeribile dal mondo dello sport. Conte ha manifestato il suo dispiacere per le decisioni che hanno toccato anche altri settori, e ha promesso che il governo provvederà nell’immediatezza ad erogare ingenti contributi a fondo perduto per i danni causati dalla chiusura delle piscine e palestre e alle società sportive in genere. Nella telefonata cordiale, volta alla collaborazione e ad informare il presidente Conte della situazione, ho ribadito che le somme ricevute finora per il lockdown di marzo sono state irrisorie e molte società sono già fallite; se falliscono le società e gli impianti sportivi, ho insistito, i cittadini non potranno più praticare alcuna attività motoria e sportiva in quanto scuola ed enti locali non sono da sempre in grado di garantirla”.

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