14 Dicembre 2020

Le piazze sotto assedio Codacons: «Chiudere»

Migliaia i padovani che si sono riversati in centro per gli acquisti natalizi o anche solo per una passeggiata nell’ultimo week end. Una situazione intollerabile secondo il Codacons che si appella al Prefetto Renato Franceschelli, chiedendo “Di istituire il numero chiuso nelle vie dello shopping o il Comune dovrà rispondere di concorso in epidemia colposa e reati contro la salute pubblica». «La ressa ha prodotto code davanti ai negozi e pericolosi assembramenti mostrando la generalizzata violazione degli obblighi sul distanziamento e la presenza di molte persone che circolavano senza mascherina o con le mascherine abbassate – dice il presidente Carlo Rienzi – una situazione di evidente pericolo sul fronte della salute pubblica che il Comune avrebbe dovuto prevenire ed evitare, se nei prossimi giorni si assisteranno ad altri assembramenti legati allo shopping di Natale, il Comune sarà denunciato per concorso in epidemia colposa e reati contro la salute pubblica». LE REAZIONI «Tutti con la mascherina nulla da dire, ma c’è davvero tanta gente in giro, stiamo monitorando la situazione – afferma l’assessore Diego Bonavina – anche alla luce del consuntivo della giornata di domenica possiamo decidere di prendere delle misure per evitare assembramenti. Mercoledì prossimo è previsto un vertice tra l’amministrazione e il Prefetto poiché via via che si avvicina il Natale il numero di gente sulle strade potrebbe aumentare, tanto da costringere le autorità a delle nuove chiusure». «È un’ipotesi che dobbiamo va- – chiude Bonavina – non voglio specificare nulla nel dettaglio, sono misure che decideremo alla luce di quello accaduto domenica». LA SITUAZIONE Ieri, fin dalle prime ore del pomeriggio infatti le vie, in particolare via Roma, e le piazze traboccavano di persone arrivate in centro soprattutto con auto private, già prima delle 16 i parcheggio della Prandina, nonostante l’ampliamento dei posti registrava il tutto esaurito e la fila di auto in attesa si dipanava per un lungo tratto di via Orsini ed uguale situazione si notava anche per conquistare un posto in piazza Insurrezione. Non solo code di auto ma anche tanta gente all’esterno dei negozi che attendeva di poter entrare, i più gettonati come di consueto, Tezenis in piazza Cavour o gli store delle grandi catene di piazzetta Pedrocchi o di via Roma, coda che occupava tutto il portico che fiancheggia via Squarcione fino quasi all’ingresso del Ghetto. Tutte persone in attesa di acquistare gadget o doni da Tiger, ma file si sono viste anche di fronte all’ingresso dei monomarca Gucci e Vuitton. Anche i bar hanno registrato il tutto esaurito ai tavolini disposti nelle piazze e sotto i portici secondo le disposizioni anti contagio. Dalle 17 gran parte della folla si è riversata nelle piazze, tutti con lo sguardo all’insù molti sollevando i loro smartphone, per ammirare o immortalare lo spettacolo con sottofondo musicale del mapping. Palazzo della Ragione, la Gran Guardia, l’Orologio e altri palazzi illuminati dai giochi di luce. Sul Palazzo della Ragione si alternavano le immagini brillanti delle costellazioni mentre la Gran Guardia si è tinta di immagini rosse e gialle. Telefonini alzati al cielo anche in piazza Garibaldi a riprendere la cascata di luci che addobbano l’edificio dell’ex Rinascente o l’ingresso finalmente illuminato dopo l’apertura del primo negozio tra quelli che torneranno a dar vita allo stabile. Qualche minuto prima delle 18, orario di chiusura dei bar, i tavolini si sono velocemente svuotati e i baristi hanno abbassato le serrande ma le migliaia di persone che ancora affollavano il centro hanno continuato a passeggiare chiacchierando o restando compostamente in fila per gli ultimi acquisti. Non c’è stato invece, a differenza di sabato quando il tram ha viaggiato stracarico, l’assalto al trasporto pubblico. Tutto è filato liscio con sporadiche criticità verso l’ora del rientro nella tratta riviere, Ferrovia, capolinea di Pontevigodarzere. Luisa Morbiato

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