«Le pensioni? Non si toccano»
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- Avvenire
ANDREA D’ AGOSTINO MILANO Un rapporto con più ombre che luci. L’ Istat sottolinea che quattro pensionati su dieci percepiscono meno di mille euro al mese, pari a sette milioni di italiani (il 42,6%). La quota di chi percepisce tra mille e duemila euro è invece pari al 38%; solo una piccola parte, l’ 1,3%, arriva ad avere un importo superiore a 5.000 euro. In tutto, i pensionati oggi sono oltre 16 milioni e mezzo, di cui la metà ha tra i 65 e i 79 anni; la maggioranza, pari al 67%, percepisce una sola pensione, mentre sono di gran lunga inferiori le percentuali di chi ne ha due (23%) o tre (6,5%). Nel report dell’ istituto di statistica, si legge inoltre che le donne sono il 52,9% del totale (gli uomini sono il 41,1%), ma percepiscono in tutto ogni anno 5.800 euro in meno dei maschi; non solo, ma oltre la metà delle donne (52%) riceve meno di mille euro al mese, a fronte di circa un terzo (32,2%) degli uomini. E il reddito dei nuovi pensionati – ovvero quelli che hanno iniziato a percepirla nel 2012 (pari a 626.408 individui) – è pari a 14.068 euro, una cifra inferiore a quella dei cessati (15.261) e a quello dei pensionati sopravviventi (16.403), che già nel 2011 percepivano almeno una pensione. Per il resto, la fotografia dell’ Istat sui pensionati medi italiani mette al centro soprattutto le donne, sopra i 70 anni, titolari di una sola pensione e residenti al Nord. E ogni mese percepiscono un assegno che può variare dai mille ai duemila euro. Intanto il ministro dell’ Economia Pier Carlo Padoan, al termine dell’ Ecofin ad Atene, ha voluto mandare un messaggio rassicurante: «Le pensioni non si toccano. Lo ha detto chiaramente il presidente Renzi», aggiungendo però che i dettagli dovranno ancora essere discussi. L’ altro dato che ‘pesa’, riguarda la spesa per le prestazioni pensionistiche, che continua a crescere: nel 2012 è arrivata a 270.720 milioni di euro, in crescita dell’ 1,8% sull’ anno precedente, come pure l’ incidenza sul Prodotto interno lordo è arrivata al 17,2%. Su questo, però, c’ è ha rassicurato il capo dell’ Ispettorato generale per la spesa sociale della Ragioneria generale dello Stato, Francesco Massicci: «la sostenibilità macroeconomica del sistema pensionistico italiano è, in prospettiva, tra le migliori in Europa». In un’ audizione alla commissione di controllo sull’ attività degli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza sociale della Camera, Massicci ha infatti spiegato che in Italia la variazione della spesa pensionistica sul Pil è in netta controtendenza rispetto ai partner europei. «A fronte di un valore che cresce di circa 1,5 punti percentuali, in Italia scende di 0,9 punti percentuali». E anche per questo «i rischi sono assai contenuti». Allarmati invece i sindacati. «I nostri pensionati vivono in una condizione di grande difficoltà. Il governo però li ignora e non sembra preoccuparsene», denuncia lo Spi Cgil. E per il Codacons «le pensioni di molti italiani sono da fame, andrebbero almeno rivalutate all’ inflazione reale. Salvo siano evasori che non hanno mai versato contributi, si tratta di anziani che vivono di rinunce e che non arrivano alla terza settimana del mese». © RIPRODUZIONE RISERVATA
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