20 Giugno 2019

Le parti civili: si difende solo incolpando gli altri

 

LE PARTI CIVILI PORDENONE «Devo replicare, mi sono già iscritto». L’ avvocato Aldo Pardo rappresenta un’ ottantina di risparmiatori che hanno perso 5 milioni di euro e nella cui lista c’ è anche il tennista altoatesino Andreas Seppi, che a Fabio Gaiatto di euro ne aveva affidati 520mila. Al termine dell’ udienza fuma nervosamente sulla porta del Tribunale e scuote la testa. «Come possono dirmi – ripete – che sanno di dover risarcire i risparmiatori e nello stesso tempo dar la colpa ad altre persone?». Non ci sta. E come lui le decine di legali che seguono un migliaio di parti civili costituite contro il trader di Portogruaro e chiedono una condanna esemplare. Gianluca Liut parla di una «pessima interpretazione di una brutta farsa». Ha chiesto al giudice di non concedere a Gaiatto le attenuanti generiche, proprio per via del comportamento tenuto nei confronti di quei clienti a cui prometteva continuamente di restituire i soldi. «A un mio assistito – spiega – ha fatto finta di fare un bonifico di 9 mila euro e poi gli ha inviato un messaggio vocale amichevole». È sulle presunte bugie di Gaiatto che Liut si è concentrato: «Nell’ interrogatorio del 14 gennaio 2019 ha dato indicazioni affinchè recuperassero i suoi Rolex, ma i finanzieri non hanno trovato nulla. Continua a burlare i Pm. Tra l’ altro ha detto che per lui tradare è una passione che ha avuto e avrà sempre… speriamo di no». Anche gli avvocati Antonio Malattia (sfiora il milione di euro la richiesta di risarcimento presentata per i suoi assistiti), Luca Pavanetto (8 milioni e 300 vittime) e Daniela Magaraci (Codacons) sono perplessi, anche perchè finora nessuna vittima è stata risarcita. A fine udienza i commenti sono tutti sulla stessa scia: «Gaiatto dice che si era fidato di tutti, fa dei nomi e dice che non sapeva che i soldi venivano trasferiti dai conti delle società che lo avevano convinto a costituire ai conti di altre società. Dice che era in buonafede e che se voleva truffare sarebbe rimasto all’ estero. Non abbiamo capito quali siano le sue colpe, ma abbiamo notato che non ha speso una parola per le vittime nel corso del suo intervento». Si torna il aula il 3 luglio per le repliche. Dopo l’ arringa dell’ avvocato Galletti, potranno intervenire il pubblico ministero per contestare la ricostruzione della difesa o fare delle puntualizzazioni. Lo stesso diritto di replica spetta alle parti civili, dopodichè il giudice deciderà se ritirarsi in camera di consiglio per emettere la sentenza. In caso contrario il processo sarà nuovamente aggiornato. C.A. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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