1 Giugno 2020

Le nuove tasse post coronavirus. Codacons: “E’ il Far West”

 

di Giacomo Iacomino Sono arrivate le nuove tasse post coronavirus. Giù centinaia di consumatori hanno dovuto pagarle. Anche se illegittime. Perché in realtà si tratta solo di sovrapprezzi e costi aggiuntivi a determinati servizi (tagliando auto, trattamento estetista, parrucchiere, caffè) spacciati come imposte da pagare obbligatoriamente. Migliaia le denunce al Codacons

Eccole qui in arrivo, le nuove tasse post coronavirus. Anzi, sono già belle arrivate e già centinaia di consumatori hanno già dovuto pagarle. Anche se illegittime. E quindi costretti, come unica cosa rimasta da fare, a denunciare il tutto al Codacons e alle altre associazioni consumatori, a pagamento ormai avvenuto.

Denunce che fioccano da tutta Italia. Estetisti, parrucchieri, bar, ma anche officine auto, meccanici e molte altre attività. Prezzi maggiorati. Costi aggiuntivi scoperti solo a pagamento avvenuto. Scontrini a sorpresa. E se il cliente prova a chiedere spiegazioni o anche solo di non effettuare alcun “versamento extra”, come risposta si ritovano, da parte dei commercianti, il rifiuto della prestazione del servizio al cittadino, anche se già precedentemente concordato e prenotato.
Le nuove tasse ai tempi del coronavirus. Codacons: “E’ un Far West”

Un vero e proprio Far West, dove è il consumatore a rimetterci i soldi e sentirsi preso in giro, mentre le associazioni del settore stanno cercando di raccogliere più testimonianze possibili per presentare un esposto ad Antitrust e Guardia di Finanza. Tassa covid e tassa sanificazione. Sono queste le nuove “imposte” spuntate fuori nei singoli esercizi. Imposte per modo di dire, perché si tratta di sovrapprezzi completamente illegali. Il Codacons in questo senso ha rivelato, proprio in questi giorni, di aver ricevuto diverse denunce da cittadini di tutta Italia che hanno portato la propria vettura presso un’officina per il tagliando periodico, impossibilitati nel periodo di quarantena, o per riparazioni in alternativa a manuntenzione.

Nel preventivo, si sono ritrovati costi di sanificazione obbligatori sulle automobili, da 20 a 40 euro, totalmente “ingiustificati e illegittimi”. E niente tagliando, o riparazione, nel momento in cui l’automobilista decidesse di non pagare la singola prestazione. IN questo modo, questi esercenti vincolano l’intervento a una santificazione obbligatoria. Che però, obbligatoria non è.
Tassa sanificazione vetture causa coronavirus? Codacons: “Illegale”.

Il presidente del Codacons Carlo Rienzi, in un’intervista rilasciata a TgCom24, ha rivelato trattasi di:

“Una pratica del tutto illegale, contro la quale presenteremo le dovute denunce ad Antitrust e Guardia di Finanza. Non esiste alcuna norma che obbliga i consumatori a sanificare la propria autovettura presso le officine, né che vincoli i tagliandi o le riparazioni al pagamento di ‘tangenti’ legate al Covid. Invitiamo i cittadini a non sottostare alle richieste assurde degli esercenti e a non pagare qualsiasi tassa aggiuntiva legata al coronavirus, segnalando al Codacons qualsiasi irregolarità riscontrata negli esercizi commerciali”.

I furbetti delle nuove tasse post coronavirus

Dunque, c’è chi fa il furbo. Approfittando della paura dei cittadini per una ripresa, quella della fase 3, di cui ancora si sa poco e per la quale c’è il timore che il virus possa tornare a colpire, ci sono esercenti (non tutti ovviamente) che approfittano di questa situazione inventando tasse o sovrapprezzi per interventi obbligatori o presunte sanificazioni che non sono previste né dalla legge né dagli ultimi decreti.

Tassa sanificazione auto, Confartigianato Autoriparazione spiega

Una pratica illegale, sottolineata anche da Confartigianato Autoriparazione che condanna la tassa sanificazione. Anche perché la linea comune, secondo quanto riferito al Sole 24 Ore da Alessandro Angelone, che è il presidente dell’associazione, è quella di assicurare gratuitamente ogni igienizzazione della vettura, e quindi di non applicare in alcun modo costi aggiuntivi ai clienti.

Un’igienizzazione che avviene attraverso uno spray sulle zone di contatto, e quindi sedili, volante, maniglie, cambio e freno a mano. Poi ovviamente ogni impresa fa come ritiene più giusto. Dunque, non è reato applicare costi aggiuntivi. Lo è farli passare come obbligatori: il cliente dev’essere lasciato libero di scegliere se santificare la propria auto o meno. E non va penalizzato, se dovesse dire no, con il rifiuto di eseguire la riparazione o il tagliando.
Tasse post coronavirus, occhio agli scontrini

Tra le varie testimonianze, c’è anche quella di un giornalista di TgCom24. Tagliando in officina per la propria autovettura. Nella fattura ha trovato questa voce: “Sanificazione Covid19: 15 euro”. Con la spiegazione che: “Con le nuove normative è necessario”. Non è dato sapere come il coronavirus sia destinato a cambiare, in meglio o in peggio, le persone e le proprie abitudini. Di sicuro, la raccomandazione è che il consumatore inizi a fare controlli rigorosi su ogni pagamento effettuato, per evitare microtasse e microaddebiti illegali. Come la tassa sanificazione, ma anche come la cosiddetta “tassa covid”.
La tassa covid. Tra i 2 e i 4 euro in più tra bar e parrucchieri

La tassa covid è una sorta di “balzello tra i 2 e i 4 euro” applicato dai negozianti di bar ed esercizi commerciali come parrucchieri ed estetisti, inserito come sovrapprezzo nello scontrino. Ufficialmente, vengono giustificati come “finanziamento dei costi sostenuti dagli esercizi commerciali a causa del coronavirus”, stando sempre a quanto riporta il Codacons su rincari e voci di spesa quantomeno sospette. Roba da far configurare il reato di truffa e proprio per questo, anche in questo caso, la denuncia è stata presentata a GdF e autorità.
Tassa Covid, il Codacons rivela: “Anomalie anche nei centri estetici”

Ancora una volta, è il presidente del Codacons Carlo Rienzi a fornire un quadro della situazione:

“Numerosi consumatori hanno denunciato al Codacons un sovrapprezzo, dai 2 ai 4 euro, applicato in particolare da parrucchieri e centri estetici ai propri clienti. Un balzello inserito in scontrino con la voce Covid e che sarebbe imposto come contributo obbligatorio per sostenere le spese degli esercenti per sanificazione e messa in sicurezza dei locali”.

A sorpresa (ma forse no) anche i centri estetici hanno trovato un modo per aggiungere costi non richiesti spacciandoli per obbligatori. Continua Rienzi:

“Abbiamo anche registrato casi di centri estetici che obbligano i clienti ad acquistare kit monouso con kimono e ciabattine a 10 euro. Chi non versa tale ‘tassa’ e non acquista il kit, non può sottoporsi ai trattamenti, sempre per le esigenze legate al Covid”.

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